L’Italia partner strategico per la Pax Silica: un nuovo equilibrio tecnologico globale
L’Italia si posiziona come partner strategico per la Pax Silica, un progetto Usa per rafforzare la leadership tecnologica globale.
Il Sottosegretario di Stato americano Jacob Helberg ha definito l’Italia un partner strategico per la Pax Silica, un progetto di riconfigurazione delle filiere tecnologiche globali che mira a ridurre la dipendenza da prodotti cinesi e a rafforzare la leadership tecnologica occidentale. L’affermazione è emersa durante un dialogo tra Helberg e l’ambasciatore italiano Marco Peronaci, tenutosi a Washington il 15 e 16 ottobre 2026, nell’ambito del US-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies. L’iniziativa, che ha come obiettivo la creazione di un ecosistema tecnologico internazionale, si basa su una collaborazione tra governi, aziende e istituzioni, con l’obiettivo di costruire filiere resilienti e sostenibili.
Un progetto per la sicurezza economica
Helberg ha sottolineato come la leadership tecnologica sia sempre più legata alla sicurezza economica, e come la Pax Silica rappresenti un’opportunità per gli Stati Uniti di costruire un futuro tecnologico condiviso con Paesi come l’Italia. L’obiettivo è creare un sistema di filiere tecnologiche resilienti, in grado di ridurre la dipendenza da prodotti cinesi e di garantire la competitività economica occidentale. La strategia si basa su una collaborazione tra governi e aziende, con l’obiettivo di mettere in sicurezza le infrastrutture su cui poggia l’economia dell’intelligenza artificiale.
La Pax Silica mira a costruire un ecosistema tecnologico internazionale in grado di sostenere la competitività economica occidentale. L’iniziativa prevede forme di cooperazione sia tra governi sia tra istituzioni pubbliche e imprese private, riflettendo la struttura delle economie occidentali, nelle quali gran parte delle catene di approvvigionamento strategiche è gestita da soggetti industriali autonomi. Secondo Helberg, uno dei problemi principali riguarda le asimmetrie informative. I governi non dispongono necessariamente di una conoscenza completa delle dipendenze delle proprie industrie, mentre le aziende hanno bisogno di maggiore visibilità sugli orientamenti normativi, sulle priorità politiche e sui rischi geopolitici.
La collaborazione con l’Italia
L’Italia è vista come un partner chiave per la Pax Silica, grazie alle sue competenze scientifiche e industriali. Il nuovo US-Italy Trusted Tech Accelerator è considerato uno strumento per trasformare questa visione in collaborazioni industriali concrete. Helberg ha espresso apprezzamento per l’approccio del governo italiano all’innovazione tecnologica, e ha sottolineato il valore della struttura operativa dell’Accelerator, in particolare la capacità di coinvolgere direttamente il settore privato e favorire la nascita di nuove collaborazioni.
La collaborazione tra Italia e Stati Uniti si colloca all’interno di una strategia più ampia, che mira a costruire un ecosistema tecnologico internazionale. L’obiettivo è creare un sistema di filiere tecnologiche resilienti, in grado di ridurre la dipendenza da prodotti cinesi e di garantire la competitività economica occidentale. La Pax Silica, in questa prospettiva, combina la protezione delle filiere con la possibilità di sviluppare nuove opportunità industriali. Helberg ha messo in guardia dalle conseguenze internazionali della sovraccapacità produttiva cinese e delle esportazioni sostenute da sussidi pubblici, evocando il rischio di un “China shock” o “China squeeze”, capace di mettere sotto pressione le industrie manifatturiere di numerosi Paesi, soprattutto nell’elettronica avanzata, nelle telecomunicazioni e nei veicoli elettrici. A suo giudizio, i dazi hanno finora offerto una relativa protezione al mercato americano, mentre altre economie rimangono esposte alla pressione competitiva cinese.
La strategia di Washington si basa su una visione in cui la sicurezza economica dipende anche dalla tenuta dei mercati e delle industrie alleate. La protezione del mercato interno statunitense avrebbe un valore strategico limitato se i principali partner commerciali diventassero progressivamente più dipendenti dalla produzione cinese. Per questo motivo, la Pax Silica rappresenta un’opportunità per costruire un sistema di filiere tecnologiche resilienti, in grado di ridurre la dipendenza da prodotti cinesi e di garantire la competitività economica occidentale.
