L’Italia si conferma hub energetico europeo grazie a infrastrutture strategiche
L’Italia si posiziona come hub energetico europeo grazie a una rete diversificata e interconnessa.

L’Italia si conferma un hub energetico cruciale per l’Europa, grazie a una rete di infrastrutture diversificata, interconnessa e gestita da un unico operatore, Snam. Questo modello, raro in Europa, ha permesso al Paese di garantire continuità, flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti, contribuendo alla decarbonizzazione e alla competitività industriale. La complessità dello scenario internazionale ha reso necessario un approccio olistico alla sicurezza energetica, in cui l’Italia si è distinto per la sua capacità di adattamento e resilienza.
Un sistema di approvvigionamento diversificato e strategico
L’Italia può contare su una rete di approvvigionamento tra le più diversificate d’Europa, con dieci punti di ingresso equamente distribuiti tra metanodotti via terra e rigassificatori che accolgono le navi di Gnl. Questo sistema ha reso il Paese uno snodo fondamentale per il transito del gas verso i Paesi del centro e dell’est Europa. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento è un fattore chiave per la sicurezza energetica, soprattutto in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi.
La capacità di ricevere il gas da rotte diverse e gestirne i flussi in tempo reale è un elemento cruciale per la stabilità energetica.
Il ruolo strategico del sistema gasdotti gestito da Snam
Il sistema di gasdotti gestito da Snam, attraverso la società SeaCorridor (a governance paritetica con Eni), ha assunto un ruolo centrale nell’approvvigionamento energetico italiano. Dopo la crisi russo-ucraina, il sistema ha diventato la principale direttrice di approvvigionamento via pipeline, con una quota passata da circa il 15% della domanda nazionale a oltre il 35% negli anni successivi. Questo aumento ha contribuito significativamente alla resilienza energetica del Paese e all’integrazione del mercato europeo. Il sistema ha permesso non solo di garantire le forniture necessarie, ma anche di supportare la circolazione transfrontaliera del gas e la progressiva integrazione del mercato energetico europeo. L’Italia, con la sua posizione geografica e le infrastrutture interconnesse, si è dimostrata un ponte naturale tra il Nord Africa e l’Europa.
Le infrastrutture chiave: Tap e Desfa
Il gasdotto Tap, che consente al gas azero di arrivare in Italia attraversando Grecia e Albania, ha giocato un ruolo determinante. Dalla sua entrata in esercizio, i flussi costanti hanno contribuito a rendere il Paese una terza fonte di approvvigionamento, con una quota del 16% nel 2025. Questo progetto, in cui Snam è socio al 20%, ha sostenuto la diversificazione delle rotte e delle fonti di approvvigionamento, rafforzando la sicurezza energetica dell’intera regione.
Il ruolo di Desfa, il gestore greco della rete di trasporto del gas, società di cui Snam detiene il co-controllo, è stato fondamentale. Attraverso la valorizzazione congiunta dei terminali di rigassificazione di Revithoussa e Alexandroupolis, Desfa ha contribuito a migliorare la connettività e a eliminare i colli di bottiglia, aumentando la capacità di trasporto e la flessibilità del sistema.
Le infrastrutture italiane, con oltre 33 mila chilometri di rete, 13 siti di stoccaggio e cinque terminali di rigassificazione, rappresentano uno dei sistemi energetici più strategici dell’Unione Europea. La capacità di stoccare gas e gestirne i flussi in tempo reale è un elemento chiave per la sicurezza energetica, non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa. La rete italiana ha permesso di superare la prova della volatilità energetica e delle tensioni geopolitiche, dimostrando una capacità di adattamento e resilienza. L’Italia, con il suo sistema interconnesso, si è posizionata come hub energetico cruciale per l’Europa, contribuendo alla decarbonizzazione e alla competitività industriale del Paese.
