Studenti occupano l’università di Napoli per protestare contro il carovita e i tagli alle università pubbliche
A Napoli, studenti occupano l’università Federico II per protestare contro il carovita e i tagli alle università pubbliche, accusando il governo di privilegiare i finanziamenti alle armi.
Il 21 ottobre 2026, a Napoli, studenti dell’università Federico II hanno occupato la sede di porta di Massa per protestare contro il carovita, i tagli alle università pubbliche e i finanziamenti alle armi. L’azione, condotta da un collettivo autonomo, ha visto l’interruzione di tutte le attività e l’esposizione di uno striscione che annuncia lo sciopero generale del 30 ottobre. Gli studenti accusano il governo di privilegiare i finanziamenti alle armi a scapito dell’istruzione pubblica, sostenendo che le scelte politiche hanno reso il diritto allo studio un privilegio. La protesta si inserisce in un contesto di crescente tensione sociale, con mobilitazioni in tutta Italia.
Le ragioni della protesta
Secondo il collettivo universitario, il carovita ha reso la vita quotidiana insostenibile, con prezzi di beni essenziali che hanno subito un aumento esponenziale. Gli studenti hanno sottolineato come la decisione di spostare la didattica a distanza, annunciata dall’università, non sia una misura straordinaria, ma il frutto di scelte politiche precise. “Il diritto allo studio diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati”, hanno detto. L’occupazione è avvenuta in un contesto di crescente tensione sociale, con proteste in tutta Italia e mobilitazioni di studenti, agricoltori e autotrasportatori.
“Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi e oggi la Federico II scrive a tutti che da domani riparte la dad, per ‘mitigare i disagi per la comunità universitaria’”, hanno affermato gli studenti. La protesta, che coinvolge il collettivo autonomo e l’organizzazione Ecologia politica Napoli, mira a mandare a casa il governo Meloni e a chiedere una vita migliore per tutti.
Le misure dell’università
L’università Federico II ha annunciato che, a partire dal 22 ottobre, la didattica sarà a distanza per limitare i disagi causati dalle agitazioni e per le difficoltà di approvvigionamento di carburante. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti, mentre quelle che richiedono la presenza, come laboratori e tirocini, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. L’Ateneo ha spiegato che continuerà a monitorare la situazione per garantire la continuità delle attività universitarie e ridurre al minimo i disagi per studenti e personale.
“Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili”, hanno affermato gli studenti. La protesta, che coinvolge il collettivo autonomo e l’organizzazione Ecologia politica Napoli, mira a mandare a casa il governo Meloni e a chiedere una vita migliore per tutti. Gli studenti annunciano una conferenza stampa per domani a porta di Massa, dove presenteranno le loro richieste e le loro proposte.
La protesta si inserisce in un contesto di crescente tensione sociale.
Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza.
