Se domani non torno: Paola Randi racconta la famiglia di Giulia Cecchettin
Paola Randi presenta al cinema “Se domani non torno”, un film che racconta la storia di Giulia Cecchettin e la sua famiglia.

Il 18 novembre 2023, il corpo di Giulia Cecchettin, 22 anni, laureanda in Ingegneria biomedica, venne ritrovato in provincia di Pordenone. Lo stesso giorno, il suo ex fidanzato, Filippo, fu fermato in Germania. L’indomani, il padre Gino, in allarme, avvisò le forze dell’ordine, aprendo le indagini per ritrovare i due ragazzi. C’è il sospetto che Filippo abbia fatto del male a Giulia. Il caso, che ha scosso l’opinione pubblica, è al centro del film “Se domani non torno”, diretto da Paola Randi, in programma al cinema dal 5 novembre 2026.
Una storia di dolore e riflessione
Con “Se domani non torno”, Paola Randi si confronta con un fatto di cronaca che ha ancora risonanza nel presente: il femminicidio di una giovane laureanda per mano del suo ex fidanzato. La regista non si concentra sul sensazionalismo dell’indagine, ma cerca di ricostruire quelle ore, quei giorni di incertezza, abitando lo spazio familiare dei Cecchettin. La Randi pedina Gino, Elena e Davide, seguendo i loro movimenti, ricostruendo i ricordi e tratteggiando la quotidianità di una famiglia unita, solida, che viene raggiunta da una tempesta raggelante.
La famiglia Cecchettin, attraverso il dolore e la sofferenza, ha saputo reagire. Il film non si limita a raccontare un caso di cronaca, ma si propone come un invito ai giovani a riflettere su femminicidio, discriminazioni e disuguaglianze. La Randi, con stile e delicatezza, mette in evidenza le disparità e distorsioni presenti nella società. L’opera, rivolta soprattutto ai giovani, è un film dolente, incisivo, che scuote profondamente attraverso la riproposizione di una tragedia che ha ferito una famiglia e una comunità intera.
“Quando escono dalla chiesa diecimila persone fanno rumore con quello che hanno”, ha detto la Randi. “Il tintinnio di diecimila chiavi riempie l’aria, perché ‘per Giulia fate rumore’ aveva chiesto Elena. Ecco, questo film è il nostro modo di fare rumore. Per Giulia. Perché non accada più.”
Un film che fa rumore
Il film, prodotto da Notorious, Mediaset, Sky Cinema e Fondazione Giulia Cecchettin, è un’opera doverosa, importante, da vedere e condividere nel passaparola per i riverberi educativi. Una storia di lutto, di sofferenza, ma anche di resilienza e riscatto. Con Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina e Tommaso Allione, “Se domani non torno” è un’esperienza cinematografica che non si limita a raccontare un caso, ma si propone come un invito a un cambiamento culturale e sociale.
La Randi ha talento nel raccontare le relazioni, soprattutto nel cogliere sguardi giovanili e la loro dimensione interiore. Tra i suoi lavori, “Tito e gli alieni” (2018). Con “Se domani non torno”, si confronta con un fatto di cronaca del 2023 che ancora ha risonanza nel nostro presente. La regista punta non al sensazionalismo dell’indagine, a tonalità da thriller investigativo, ma cerca di ricostruire quelle ore, quei giorni, di incertezza abitando lo spazio familiare dei Cecchettin.
La famiglia, attraverso il dolore e la sofferenza, ha saputo reagire. Il film non si limita a raccontare un caso di cronaca, ma si propone come un invito ai giovani a riflettere su femminicidio, discriminazioni e disuguaglianze. La Randi, con stile e delicatezza, mette in evidenza le disparità e distorsioni presenti nella società. L’opera, rivolta soprattutto ai giovani, è un film dolente, incisivo, che scuote profondamente attraverso la riproposizione di una tragedia che ha ferito una famiglia e una comunità intera.
