Governo lancia piano straordinario per ex Ilva, tavolo tecnico a Taranto
Governo lancia piano straordinario per ex Ilva, tavolo tecnico a Taranto per salvaguardare lavoro e futuro occupazionale.

Un tavolo tecnico per il piano straordinario
Il governo italiano ha avviato un piano straordinario per salvaguardare il futuro dell’ex Ilva e dell’area di Taranto. La decisione è stata annunciata durante un vertice a Palazzo Chigi, dove si è concentrato l’attenzione su come gestire l’impatto del decreto della Corte d’Appello di Milano, che ha chiuso l’area a caldo entro 90 giorni. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha spiegato che si è scelto di costituire un tavolo tecnico con la partecipazione dei ministeri competenti, delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia e del Comune di Taranto. La prima riunione è prevista martedì al ministero delle Imprese.
Il piano straordinario non è ancora un progetto definitivo, ma un inizio di lavoro. Mantovano ha sottolineato che si tratta di un percorso che dovrà portare a proposte concrete, ma al momento mancano i contenuti e non sarà facile individuarli, metterli insieme e attuarli. L’obiettivo è rendere il piano un’azione concreta, non un slogan.
La via del piano straordinario
Il piano straordinario si basa su un insieme di azioni che partono dagli ammortizzatori sociali e dalla cassa integrazione, di cui inevitabilmente ci sarà ancora molto bisogno. Proseguirà con gli strumenti di tutela per i lavoratori, tra cui i sindacati chiedono incentivi all’esodo, riconoscimento dell’esposizione all’amianto e del lavoro siderurgico come usurante ai fini previdenziali e pensionistici. Si svilupperà inoltre con l’individuazione di nuovi investimenti nell’area tarantina, per assorbire i lavoratori in uscita dall’acciaieria e evitare il tracollo sociale e occupazionale. Il governo ha intenzione di garantire la continuità aziendale, come dimostra la norma approvata in Consiglio dei ministri per lo stanziamento di ulteriori 100 milioni di euro per assicurare la continuità operativa. Questo è un segnale importante per i lavoratori e per le imprese locali, che sperano in un futuro più sicuro e stabile.
La vendita dell’ex Ilva non è stata abbandonata, ma il governo ha deciso di non lanciare subito un nuovo bando. Non si può affidare l’azienda a Jindal, poiché gli indiani hanno concorso per un complesso che aveva area a caldo e aree a freddo, mentre ora la realtà è diversa. Andare avanti con la cessione potrebbe anche determinare un ricorso di Flacks. Prima di mettere in cantiere un nuovo bando, occorrerà comporre il quadro di insieme. E probabilmente il fatto che si portino sul mercato solo gli impianti a freddo potrebbe rendere l’ex Ilva più appetibile e stimolare l’interesse di soggetti, anche italiani, sinora rimasti alla finestra.
Il piano straordinario richiede un lavoro di squadra tra governo, sindacati, Regione Puglia e Comune di Taranto. Mantovano ha sottolineato che è necessario rafforzare il coinvolgimento degli enti territoriali e che l’intero percorso dovrà condurre all’elaborazione di proposte concrete, a partire dal contributo delle organizzazioni sindacali. La presentazione delle proposte al tavolo di Palazzo Chigi dovrà avvenire entro circa un mese e poco più, ma non vi è alcuna decisione già assunta né alcun esito prestabilito. Saranno prese in esame tutte le ipotesi di lavoro, senza pregiudizi e senza scelte predefinite.
Il governo ha intenzione di garantire la continuità aziendale, come dimostra la norma approvata in Consiglio dei ministri per lo stanziamento di ulteriori 100 milioni di euro per assicurare la continuità operativa. Questo è un segnale importante per i lavoratori e per le imprese locali, che sperano in un futuro più sicuro e stabile.
