Elly Schlein punta su primarie decisive per vincere le elezioni

Elly Schlein punta su primarie decisive per vincere le elezioni, nonostante le critiche e i sondaggi sfavorevoli.

Elly Schlein si prepara alle primarie, con un piano chiaro e una strategia decisa per vincere le elezioni
Elly Schlein si prepara alle primarie, con un piano chiaro e una strategia decisa per vincere le elezioni

Elly Schlein punta su primarie decisive

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, non si fa spaventare dalle polemiche, dai dubbi sulla sua adeguatezza come premier e dai sondaggi che la vedono in difficoltà rispetto a Giuseppe Conte. La sindaca di Genova, pur affrontando critiche interne e esterne, ha deciso di procedere con la sua strategia: l’«avanti tutta». Per lei, il momento è decisivo, e non intende permettere che le preoccupazioni interne o le tensioni del campo largo la spaventino. «Il tempo stringe, Salis aiuti», ha detto, riferendosi al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma anche a una richiesta di supporto interno.

La strategia di Schlein si basa su un’unica certezza: il voto degli elettori. Nonostante i dubbi, la segretaria del Pd è convinta che il suo talento di campaigner e la capacità di coinvolgere i militanti possano portarla a vincere le primarie. «Per vincere, ne è convinta, le basterà quello», ha sottolineato un interlocutore vicino al suo entourage.

Un campo largo in bilico

Il campo largo del Pd e del Movimento 5 Stelle si trova in una situazione di tensione, con le polemiche che non si fermano. Il Fatto, giornale di riferimento degli elettori M5s, ha accusato il Pd di «bellicismo», ma Schlein non intende cedere. «La segretaria di un grande partito si confronta con tutti», ha spiegato un dem di primo piano, sottolineando che la sua azione non è un atto di provocazione, ma una scelta strategica. «Le ricette del passato, da qualunque parte provengano, hanno già mostrato i loro limiti», ha aggiunto, riferendosi alle politiche di emergenza e ai governi di coalizione.

La Babilonia del campo largo potrebbe trasformarsi in successo. Schlein ha chiarito che parlerà «solo di problemi concreti del paese», evitando di entrare in dibattiti interni. Per lei, il focus deve rimanere su temi come la crisi energetica, la disoccupazione e le politiche sociali, che possono unire i diversi gruppi del partito. La sua strategia testarda non prevede né un «garante» né un «terzo nome». Per Schlein, la scelta del candidato premier si limiterà a due opzioni: o lei o lei. «Cioè o lei o lei», ha sottolineato un interlocutore vicino al suo entourage. Nonostante i sondaggi che la vedono in difficoltà, la segretaria del Pd è convinta che il suo talento di campaigner e la capacità di coinvolgere i militanti possano portarla a vincere le primarie.

La sua determinazione si fa sentire anche in un contesto di tensioni interne. «Il tempo stringe, Salis aiuti», ha detto, riferendosi al presidente del Consiglio, ma anche a una richiesta di supporto interno. Per lei, il momento è decisivo, e non intende permettere che le preoccupazioni interne o le tensioni del campo largo la spaventino. La sua strategia si basa su un’unica certezza: il voto degli elettori.