Joseph Portelli e Marcel Bonnici: ambizione e lavoro per portare l’Ars et Labor in Serie A in 6 anni
Joseph Portelli e Marcel Bonnici spiegano il piano per portare l’Ars et Labor in Serie A in 6 anni e la difficile trattativa con gli argentini.

Un progetto ambizioso per l’Ars et Labor
Joseph Portelli, nuovo presidente dell’Ars et Labor, ha spiegato i motivi che lo hanno portato a investire due milioni di euro per acquistare la società. L’obiettivo dichiarato è chiaro: portare il club in Serie A entro sei anni. “Voglio dimostrare che sono qui per far crescere questo club”, ha affermato Portelli, sottolineando l’impegno e la determinazione della nuova proprietà. La scelta dell’Ars et Labor non è casuale, ma frutto di una lunga riflessione e di una collaborazione che risale a oltre vent’anni fa con Marcel Bonnici, l’amministratore delegato. La società, che ha visto un cambio di proprietà dopo mesi di trattative, ha iniziato a costruire una squadra in poco tempo, con l’obiettivo di raggiungere la promozione in Serie D.
La decisione di investire è stata presa dopo mesi di valutazioni.
Portelli ha ricordato come la scelta dell’Ars et Labor sia arrivata dopo una serie di valutazioni e confronti. “Sette, otto mesi fa ho cominciato a cercare una squadra in Italia – ha dichiarato il presidente -, perché volevo fare un passo più grande. Uno dei primi tre club della mia lista era la Spal. In quel momento però non era in vendita e abbiamo valutato altre società. Poi Marcel mi ha chiamato dicendomi che la Spal era disponibile e in tre giorni ero qui”. La decisione di acquistare la società è stata presa con l’intento di dare un futuro concreto al club, con un piano ambizioso che mira a portarlo in Serie A entro sei anni.
La difficile trattativa con gli argentini
La trattativa con la precedente proprietà argentina si è rivelata lunga e complessa, con un ritardo di quasi due mesi. “Non è stato facile”, ha ammesso Portelli, ricordando come la decisione di acquistare la società sia stata presa dopo mesi di valutazioni. “Mi aspettavo più rispetto durante la trattativa, ma ormai è il passato”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di procedere con decisioni concrete e immediate. La nuova proprietà ha quindi accelerato i tempi, costruendo la squadra in tre settimane e organizzando il ritiro entro pochi giorni.
La pressione per la promozione è un dovere per la nuova proprietà. Nonostante i tempi ristretti, la nuova dirigenza ha ribadito che il primo obiettivo è chiaro: la promozione in Serie D. “La pressione di portare questo club dalla E alla D è un dovere”, ha spiegato Portelli, sottolineando che non si permetteranno scuse. “Siamo noi a prendere le decisioni e ci assumiamo tutte le responsabilità”, ha concluso, mostrando una leadership decisa e responsabile. La squadra, iniziata a costruirsi in poco tempo, dovrà dimostrare di essere pronta per un salto di qualità.
La fiducia nella tifoseria è il motore del progetto. Portelli ha espresso la sua attenzione verso la tifoseria, considerandola il vero motivo che lo ha spinto a investire nel club. “Io non sono venuto qui per fare il ‘negozio’ del calcio. Sono venuto perché voglio vincere qualcosa e vedere la gente felice”, ha detto, ricordando che ogni gol e ogni vittoria valgono più dei soldi. “Se un giorno i tifosi diranno che non sono più la persona giusta per questo club, io andrò via”, ha concluso, dimostrando una forte connessione con la comunità.
