Sanità Calabria, il commissariamento si conclude ma dubbi restano su validità degli atti
Il ministro Schillaci conferma la fine del commissariamento, ma Italia Viva solleva dubbi sulla validità degli atti.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato che il commissariamento della sanità calabrese è cessato, ma la delibera del Consiglio dei ministri è ancora in attesa della registrazione da parte della Corte dei Conti. L’uscita dal commissariamento, deliberata il 22 aprile, è considerata un passo significativo, ma non definitivo, poiché il visto dell’organo di controllo è ancora in corso. Schillaci ha spiegato che il documento è sottoposto a verifica e che la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute stanno fornendo i chiarimenti necessari. L’adunanza della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti è prevista per il 31 luglio, data in cui si attende il visto definitivo.
Progressi nella sanità calabrese
Secondo il ministro, nel 2024 il punteggio complessivo della Regione Calabria è salito a 189 punti, un miglioramento significativo rispetto a livelli precedenti. L’area della prevenzione è tornata sopra la soglia prevista dagli indicatori nazionali, mentre l’assistenza distrettuale resta ancora sotto i livelli richiesti. Questo recupero è stato fatto partendo da uno dei livelli più critici d’Italia ed è stato tra i più rapidi, ha osservato Schillaci. La Regione ha approvato il 7 luglio il nuovo Piano di rientro del Servizio sanitario regionale 2026-2028, che dovrà essere esaminato dal Consiglio dei ministri dopo la verifica del rispetto delle prescrizioni richieste.
Italia Viva solleva dubbi
Di fronte a questa situazione, Italia Viva ha espresso perplessità, con il vicepresidente Davide Faraone che ha sottolineato la persistente nebbia sulla validità degli atti firmati a ridosso della delibera di cessazione. «La nebbia rimane fitta», ha detto Faraone, sottolineando che non è chiaro con quale veste Roberto Occhiuto debba adottare gli atti relativi alla sanità – presidente della Regione, assessore o commissario – e richiamando i rilievi formulati dalla Corte dei Conti. L’esponente di Italia Viva ha anche avanzato un’accusa politica, ipotizzando che la decisione del Governo possa non essere legata esclusivamente ai risultati raggiunti dalla sanità calabrese.
Non vorremmo che la revoca fosse legata non a un miglioramento della situazione sanitaria bensì a un patto politico scellerato: stop al commissariamento in cambio dell’avallo da parte di Occhiuto dell’autonomia differenziata, ha sottolineato Faraone. L’esponente ha ribadito che l’uscita dal commissariamento dovrebbe avvenire solo dopo un effettivo miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini, avvertendo che eventuali incertezze potrebbero esporre gli atti della Regione a future contestazioni da parte di altri organi dello Stato.
La situazione della sanità calabrese rimane al centro di un dibattito politico acceso, con il ministro Schillaci che ha ribadito la volontà del Governo di chiudere il commissariamento, ma con Italia Viva che solleva dubbi su aspetti procedurali e politici. La Corte dei Conti, pur non avendo ancora espresso un parere definitivo, continua a esaminare la delibera, mentre la Regione dovrà presentare il piano di rientro per il periodo 2026-2028. Il dibattito, inoltre, si intreccia con questioni di autonomia differenziata, con l’ipotesi di un patto politico che potrebbe influenzare la decisione del Governo.
La situazione rimane in attesa del visto della Corte dei Conti, che potrebbe definire il destino del commissariamento e aprire nuove prospettive per la sanità calabrese. Mentre si attende il verdetto, il dibattito politico e tecnico continua a concentrarsi sui dati, sui processi e sulle implicazioni future per la regione.
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TITOLO: Sanità Calabria, il commissariamento si conclude ma dubbi restano su validità degli atti
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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato che il commissariamento della sanità calabrese è cessato, ma la delibera del Consiglio dei ministri è ancora in attesa della registrazione da parte della Corte dei Conti. L’uscita dal commissariamento, deliberata il 22 aprile, è considerata un passo significativo, ma non definitivo, poiché il visto dell’organo di controllo è ancora in corso. Schillaci ha spiegato che il documento è sottoposto a verifica e che la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute stanno fornendo i chiarimenti necessari. L’adunanza della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti è prevista per il 31 lug
