Rinvio a giudizio dell’assessore Mazzoleni: opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore

Opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore di Torino dopo il rinvio a giudizio dell’assessore Mazzoleni

Assessore all’urbanistica di Torino in giudizio, opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore
Assessore all’urbanistica di Torino in giudizio, opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore

Opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore

Dopo il rinvio a giudizio dell’assessore all’urbanistica di Torino Paolo Mazzoleni, le opposizioni hanno chiesto di sospendere l’iter del nuovo piano regolatore, di cui Mazzoleni è l’attore principale del progetto preliminare. Contro il progetto sono state presentate 875 osservazioni, segno di un forte dibattito sulla sua portata e impatto sulla città. Le richieste arrivano da Andrea Russi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in comune a Torino, e da L’altra Torino, il polo alternativo di sinistra, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027.

Un momento cruciale per la città

Il piano regolatore rappresenta l’atto urbanistico più importante per Torino, destinato a orientare le trasformazioni della città per molti anni. La sua approvazione definitiva è prevista entro fine anno, con l’obiettivo di rendere le nuove regole urbanistiche applicabili prima delle elezioni amministrative del maggio 2027. Tuttavia, la vicenda giudiziaria dell’assessore Mazzoleni, coinvolto in quattro inchieste legate alla sua attività professionale, ha reso necessario un momento di riflessione.

La sospensione dell’iter è vista come una misura prudente per garantire la trasparenza e la legalità.
Le opposizioni ritenuti necessario sospendere l’iter del piano regolatore fino a quando la posizione dell’assessore non sarà chiarita. Evitare che la fase giudiziaria si sovrapponga a quella urbanistica è una cautela che oggi riteniamo indispensabile. Il piano regolatore, se approvato, avrà un impatto duraturo sulla città, e quindi è fondamentale che venga redatto con la massima attenzione e trasparenza.

Il progetto preliminare del piano regolatore, completato da un progettista milanese, ha reso più labili le regole per le concessioni edilizie, affidandole alla trattativa diretta tra privati e costruttori. Il Comune interviene solo per la contrattazione del ritorno economico, senza procedure pubbliche e senza programmazione delle conseguenze sulla città. Le osservazioni presentate, tra cui quelle di RFI e FS Sistemi Urbani, hanno dimostrato che il testo è ancora in discussione e necessita di correzioni.

La coincidenza tra la materia del procedimento e le deleghe dell’assessore richiede una valutazione politica.
La presunzione di innocenza resta ferma, ma la coincidenza tra la materia del procedimento e le deleghe esercitate dall’assessore richiede una valutazione politica da parte del sindaco. Mentre la maggioranza comunale ha sempre considerato irrilevante il coinvolgimento dell’assessore nelle indagini, l’opposizione ha espresso perplessità sul suo ruolo di privato libero professionista. Dal basso, ad opera di comitati di cittadin*, sono invece arrivate più volte critiche e sono state prese iniziative per chiederne la rimozione. La prima udienza del processo, preliminare, è stata fissata a Milano per il 25 novembre, presubilmente pochi giorni prima della votazione in consiglio comunale della versione definitiva del nuovo piano regolatore, almeno nei piani di sindaco e maggioranza comunale. Rimani aggiornato seguendoci su Google News!