Dibattito su democrazia e giustizia sociale a Catania: università, sindacato e studenti a confronto

Dibattito a Catania tra università, sindacato e studenti su democrazia e giustizia sociale.

Dibattito a Catania tra università, sindacato e studenti su democrazia e giustizia sociale
Dibattito a Catania tra università, sindacato e studenti su democrazia e giustizia sociale

Il 28 luglio 2026, a Catania, si è svolto un dibattito tra università, sindacato e studenti su temi di democrazia, libertà e giustizia sociale. L’iniziativa, promossa in collaborazione con l’associazione Primavera del Sud, ha visto la partecipazione di docenti, sindacalisti, rappresentanti di associazioni e studenti, all’interno della sede della CGIL di Catania. L’evento ha avuto come obiettivo il confronto su temi centrali per la società contemporanea, come il rapporto tra libertà e democrazia, il ruolo dei giovani e la responsabilità sociale degli intellettuali.

Democrazia come sostanza, non come forma

Il curatore del volume “Per la libertà di tutti”, Guglielmo Ciaccio, ha sottolineato l’importanza di interrogarsi sulla sostanza della democrazia, in un momento in cui la forza è spesso vista come strumento di legittimazione del potere. Ciaccio ha richiamato il dibattito tra Norberto Bobbio, Palmiro Togliatti e Galvano Della Volpe, sviluppatosi tra il 1954 e il 1955, come esempio di riflessione filosofica e politica che rimane attuale. Il dibattito tra i tre intellettuali ha messo in luce la complessità del rapporto tra libertà e limiti.

Il ruolo dei giovani e la responsabilità sociale

Giuseppe Paparo, rappresentante dell’associazione Nike, ha sottolineato la necessità di riconoscere ai giovani uno spazio reale nel presente, senza considerarli esclusivamente come classe dirigente di domani. Lorenzo Costanzo, studente di Scienze politiche, ha richiamato il confronto tra Bobbio, Togliatti e Della Volpe come esempio di dialogo basato sul rigore intellettuale e sul rispetto reciproco. La responsabilità degli universitari che si avvicinano alla vita pubblica è un tema centrale per il dibattito. La docente di Informatica umanistica Selenia Anastasi ha affrontato il rapporto tra tecnologie digitali, accesso alle informazioni e libertà di espressione. Ha sottolineato come algoritmi e piattaforme siano in grado di determinare la visibilità dei contenuti e di influenzare la capacità dei cittadini di informarsi e partecipare al dibattito pubblico. Questo aspetto ha suscitato un dibattito su come la tecnologia possa essere un strumento di inclusione o di esclusione.

Democrazia, lavoro e inclusione sociale

Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, ha sottolineato l’importanza del dibattito storico su libertà e democrazia come bussola per il presente. Ha richiamato il valore del voto, del dissenso e della partecipazione, evidenziando il rischio che le persone socialmente escluse restino prive degli strumenti per esercitare pienamente i propri diritti. Difendere la democrazia oggi significa pretendere il rispetto delle regole istituzionali e lottare per il riscatto sociale del Mezzogiorno.

Mattia Valenti, vicepresidente dell’associazione Semu, ha richiamato l’articolo 41 della Costituzione, sottolineando la necessità di una concezione più ampia e responsabile dello sviluppo economico. Ha sottolineato come la tutela dell’ambiente e le responsabilità verso le generazioni future debbano assumere un ruolo imprescindibile. L’incontro ha visto la partecipazione di diversi attori, tra cui l’avvocato Angelo Crimi, membro del consiglio di amministrazione dell’Università di Catania, che ha concluso l’incontro sottolineando l’importanza di mantenere un modello costante di confronto tra università, sindacato e studenti.