Campo Boe in Area Marina: via libera al libero ancoraggio e modifiche al disciplinare
Il ministero e il TAR danno il via libera alle modifiche al disciplinare dei campi boe a Alghero, con nuove regole per l’ancoraggio e l’installazione di cavi carrozzati.

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via libera alle prime modifiche al disciplinare di gestione dei campi boe nell’Area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana, ad Alghero, mentre il Tribunale amministrativo regionale ha rinviato al merito il ricorso presentato da alcune attività commerciali locali. Le modifiche, approvate dopo un confronto tra la direzione dell’area protetta, le associazioni dei diportisti e gli operatori economici della Riviera del Corallo, prevedono il ripristino dell’area destinata al libero ancoraggio all’interno della baia di Porto Conte, nei pressi del Moletto Finanza, e la revisione dei parametri meteo-marini che regolano l’uso degli ormeggi. Inoltre, è prevista l’installazione di cavi carrozzati per consentire l’ancoraggio esclusivamente sui fondali sabbiosi privi di Posidonia oceanica.
Modifiche al disciplinare e collaborazione con le imprese
Le correzioni approvate dal ministero nascono da un confronto sviluppato nelle ultime settimane tra la direzione dell’area protetta, le associazioni dei diportisti e gli operatori economici della Riviera del Corallo. Il presidente del Parco di Porto Conte, Emiliano Orrù, ha sottolineato come il progetto dei campi boe sia il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. «Abbiamo sempre lavorato con un obiettivo preciso: proteggere un patrimonio naturale straordinario senza penalizzare chi da quel patrimonio trae il proprio lavoro», ha dichiarato Orrù.
Il nuovo Disciplinare 2026 non ha comportato alcuna limitazione alle attività economiche autorizzate: tutti gli operatori commerciali che hanno presentato richiesta sono stati autorizzati a svolgere la propria attività anche per la stagione in corso, e per diverse categorie risultano ancora disponibili spazi rispetto ai contingenti massimi previsti. Il Parco ha inoltre attivato un servizio quotidiano di informazione direttamente in mare, operativo nelle ore centrali della giornata, per assistere i naviganti nelle fasi di prenotazione e ormeggio. L’ente ha anche effettuato interventi di piccola manutenzione sulle boe di Punta del Dentul.
Installazione di cavi carrozzati e nuove regole per l’ancoraggio
Il piano d’azione prevede l’installazione di cavi carrozzati nelle fasce più vicine alla costa, una soluzione concordata con la Capitaneria di porto per consentire l’ancoraggio esclusivamente sui fondali sabbiosi privi di Posidonia oceanica. Questa misura permetterà di avvicinare gli ormeggi alla terraferma rispetto all’attuale limite dei duecento metri, tutelando al contempo la flora marina e la totale sicurezza dei bagnanti. I campi boe nascono con il primario obiettivo di tutelare la pianta acquatica anti-erosione.
Le modifiche approvate dal Ministero dimostrano che il sistema è dinamico e può essere migliorato attraverso il confronto. «Il sistema è stato costruito per garantire contemporaneamente la salvaguardia degli ecosistemi marini e la piena operatività delle imprese», ha sottolineato Orrù. Il giudizio amministrativo sul Disciplinare dell’Amp proseguirà nel mese di ottobre con l’udienza di merito, in cui il Parco illustrerà le ragioni che hanno portato alla costruzione di un sistema di regole progressivamente evoluto.
- Il ministero ha dato il via libera alle modifiche al disciplinare dei campi boe.
- Il Tribunale amministrativo ha rinviato al merito il ricorso presentato da alcune attività commerciali.
- Le modifiche prevedono il ripristino del libero ancoraggio e l’installazione di cavi carrozzati.
Il presidente del Parco ha inoltre rivolto un invito alla collaborazione istituzionale e politica: «L’Area Marina Protetta è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di contrapposizione politica. La tutela dell’ambiente è un valore condiviso e il progetto dei campi boe è il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi è il momento di abbassare i toni, guardare avanti e continuare a collaborare. Solo lavorando insieme potremo migliorare ulteriormente questo sistema e consegnare alle future generazioni un’Area Marina Protetta sempre più tutelata, fruibile e capace di creare sviluppo sostenibile per tutto il territorio».
