Fugatti: “Ho cambiato idea, il mondo è cambiato” durante discussione di bilancio
Fugatti difende scelte e investimenti durante discussione di bilancio, sottolinea crescita e risorse per famiglie

Durante la discussione dell’assestamento di bilancio, il presidente della Provincia del Trentino, Maurizio Fugatti, ha risposto alle critiche e difeso le scelte e i progetti finanziati, sottolineando come il mondo sia cambiato rispetto al passato. L’incontro, incentrato su casa, sanità e territorio, ha visto Fugatti respingere accuse di populismo infrastrutturale e sottolineare i risultati ottenuti. “Il mondo è cambiato rispetto a quando lo contestavo”, ha detto, riferendosi in particolare all’inceneritore, di cui ha ammesso di aver cambiato posizione. Il presidente ha anche difeso l’assessore Antonio Ferro, ricordando il ruolo svolto durante la pandemia.
Investimenti e crescita del Trentino
Fugatti ha sottolineato come la crescita del Trentino sia simile a quella dell’Alto Adige e sostenuta dalle opere pubbliche. “La crescita è sostenuta dalle opere pubbliche e ci sono 100 milioni in più all’anno per le famiglie”, ha affermato, elencando i numeri che dimostrano l’impegno della Giunta. Tra i progetti finanziati dal Pnrr, il presidente ha ricordato gli acquedotti e i lavori condivisi con Comuni e imprese. “I 110 milioni di euro destinati agli acquedotti e il lavoro condiviso con Comuni e imprese” sono stati citati come esempio di attuazione concreta di investimenti. Le risorse legate alle Olimpiadi, ha aggiunto, “non sono cascate dal cielo, ma sono il risultato del lavoro svolto per portare l’evento in Trentino”.
Il presidente ha anche risposto alle critiche sulle risorse accantonate per gli investimenti, sottolineando che “non abbiamo bruciato e sperperato le risorse. Le abbiamo messe negli investimenti”. Ha inoltre confermato che si procede sulla variante di Tenna, con l’avvio delle procedure di progettazione. “L’impianto è diventato un’opera necessaria per il futuro del Trentino”, ha concluso Fugatti, dopo aver ammesso di aver cambiato idea sull’inceneritore.
Sanità e sfide future
La sanità è rimasta un tema dibattuto, con critiche su liste d’attesa e disservizi informatici. Fugatti ha riconosciuto i problemi, ma ha sottolineato che le responsabilità non sono solo gestionali, ma anche politiche. “Con altri 100 milioni destinati alla sanità nell’assestamento non si può più sostenere che il problema sia la mancanza di risorse”, ha detto il presidente, chiedendo una maggiore attenzione all’organizzazione dell’Azienda sanitaria. Ha anche segnalato il rischio di una fuga di infermieri e operatori dalle strutture convenzionate verso il pubblico, a causa delle forti differenze retributive.
La discussione ha visto anche interventi di diversi consiglieri provinciali, tra cui Maria Bosin (Patt) che ha chiesto il ripristino dell’endoscopia negli ospedali periferici, e Walter Kaswalder (Patt) che ha insistito sulla necessità di garantire servizi e personale ai piccoli Comuni. Daniele Biada (Fratelli d’Italia) ha invece puntato sulla viabilità forestale e sui collegamenti nell’area del lago d’Idro. Il presidente ha inoltre confermato che si procede sulla variante di Tenna, con l’avvio delle procedure di progettazione. “L’impianto è diventato un’opera necessaria per il futuro del Trentino”, ha concluso Fugatti, dopo aver ammesso di aver cambiato idea sull’inceneritore.
La politica degli investimenti ha portato crescita e sviluppo
Le risorse non sono state spese inutilmente, ma reinvestite
La discussione ha chiuso con un confronto tra maggioranza e opposizione, con l’obiettivo di ridurre emendamenti e ordini del giorno. Fugatti ha ribadito che le scelte fatte non sono state casuali, ma il risultato di una politica degli investimenti che ha portato crescita e sviluppo. “Non abbiamo inventato nulla”, ha detto, ricordando le politiche keynesiane e l’aumento delle entrate provinciali. “Gli assestamenti sono passati dai 250-350 milioni degli anni precedenti agli oltre 500 milioni degli ultimi esercizi”, ha concluso, sottolineando la crescita reale del 5,6% per il Trentino e del 6% per Bolzano. La discussione ha quindi chiuso con un impegno concreto per il futuro del territorio.
