L’architettura modernista di Tashkent entra nel Patrimonio Mondiale UNESCO
L’architettura modernista di Tashkent diventa sito UNESCO grazie a un progetto internazionale che ha visto il contributo dell’Italia.

La città di Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, ha visto il suo patrimonio architettonico modernista riconosciuto come sito UNESCO, un traguardo che segna un momento storico per l’Asia centrale. Dieci edifici, costruiti tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta del secolo scorso, sono stati inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale, all’interno del sito seriale Tashkent Modernist Architecture. Questo riconoscimento, ottenuto durante la 48esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, rappresenta un risultato senza precedenti per l’Uzbekistan, che fino adesso non aveva mai visto il proprio patrimonio architettonico del XX secolo riconosciuto a livello internazionale.
Un progetto internazionale che ha visto il contributo dell’Italia
Il progetto di ricerca Tashkent Modernism XX/XXI, commissionato nel 2021 dall’Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), ha giocato un ruolo chiave nel processo di candidatura. L’ACDF, presieduta da Gayane Umerova, è un’istituzione attiva nella conservazione, promozione e sostegno al patrimonio, alle arti e alla cultura dell’Uzbekistan. Il progetto ha visto la collaborazione di diversi esperti internazionali, tra cui lo studio milanese di architettura e design GRACE, il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, lo storico dell’architettura Boris Chukhovich, e il fotografo Armin Linke. L’architetto Rem Koolhaas e il storico Jean-Louis Cohen hanno figurato come consulenti.
Un’architettura che unisce modernismo e tradizione
La scelta di includere Tashkent nel Patrimonio Mondiale UNESCO si basa su una profonda analisi delle caratteristiche dell’architettura modernista della città. I dieci edifici selezionati rappresentano una fase distinta del modernismo architettonico, caratterizzata da costruzioni industrializzate, ingegneria antisismica e adattamento di sistemi standardizzati a materiali, tradizioni e vincoli ambientali regionali. Questi edifici, realizzati dopo il sisma del 1966, hanno segnato un’accelerazione nel ridisegno urbano della città, incorporando elementi locali e tradizioni artistiche. Ad esempio, la Sala centrale delle esposizioni dell’Accademia delle arti (1972/1974) presenta facciate pieghettate rivestite di mosaici geometrici e floreali, un mix tra innovazione e cultura locale.
Il Sun Institute, uno dei dieci edifici neoiscritti, è un esempio emblematico di questa sinergia. Costruito tra il 1981 e il 1987, il sito scientifico è stato esposto alla Biennale Architettura di Venezia del 2025, dove ha suscitato interesse internazionale. Il progetto A Matter of Radiance, presentato al Padiglione Italia, ha contribuito a far conoscere il valore unico dell’architettura modernista uzbeka. La decisione di includere Tashkent nel Patrimonio Mondiale UNESCO rappresenta un riconoscimento non solo del valore storico e artistico, ma anche della capacità dell’Uzbekistan di preservare e promuovere il proprio patrimonio.
Un futuro di tutela e sviluppo
Con l’ingresso nel Patrimonio Mondiale UNESCO, Tashkent si impegna a garantire una tutela a lungo termine del suo patrimonio architettonico modernista. L’ACDF, come gestore congiunto e organismo di coordinamento all’interno del Consiglio di esperti per l’architettura modernista di Tashkent, si occuperà della gestione e della promozione del sito. L’obiettivo è di mantenere l’integrità dei dieci edifici e di promuovere la loro valorizzazione come luoghi di cultura e scienza. La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale ha aperto un nuovo capitolo per Tashkent, un’occasione per riflettere sulle potenzialità dell’architettura modernista come polo scientifico internazionale.
