Il boom dell’intelligenza artificiale favorisce gli utenti, non gli investitori

Il boom dell’intelligenza artificiale potrebbe lasciare gli investitori in svantaggio, mentre gli utenti beneficiano di tecnologie sempre più potenti.

Data center e chip avanzati, utenti e aziende tecnologiche in una corsa all'innovazione
Data center e chip avanzati, utenti e aziende tecnologiche in una corsa all’innovazione

Un boom tecnologico che favorisce gli utenti

Il boom dell’intelligenza artificiale arricchirà gli utenti più degli investitori. La tecnologia, pur promettendo profitti enormi, rischia di ridurre i margini per chi ha finanziato l’espansione. Gli utenti, invece, beneficiano di servizi sempre più potenti e accessibili, mentre le aziende che investono in infrastrutture come data center e chip potrebbero non recuperare il loro investimento. Questo fenomeno, già osservato con i personal computer e le reti in fibra ottica, si ripete oggi con l’IA, portando a una situazione in cui i ricavi non bastano a ripagare i costi.

La concorrenza e i prezzi in calo accelerano la pressione sui margini. La promessa di profitti elevati attira molti investimenti, ma la competizione spinge i prezzi verso il basso e accelera i progressi. Gli utenti ottengono prodotti migliori, mentre le aziende si trovano a spendere sempre di più per infrastrutture che si deprezzano rapidamente. Il rischio aumenta, soprattutto perché una parte crescente della spesa viene finanziata con prestiti, che possono portare a ulteriori perdite se i ricavi non si materializzano come previsto.

Un investimento inutilmente sovradimensionato

La spesa globale per l’intelligenza artificiale è stimata in 7.600 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2031. Anche pochi mesi di utilizzo in meno possono bruciare decine di miliardi, a causa della rapida evoluzione dei chip. I data center avranno bisogno di clienti per anni, ma i processori sempre più potenti e economici riducono rapidamente il valore di quelli già installati. Questo crea un circolo vizioso: le aziende spendono molto per infrastrutture che si deprezzano in fretta, mentre i consumatori si trovano a beneficiare di tecnologie sempre più avanzate.

Le aziende tecnologiche investono più di quanto possano recuperare. Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Oracle potrebbero spendere più denaro di quanto ne resterà disponibile dopo le spese. Secondo un’analisi Reuters, queste aziende spendono e spenderanno 1,57 dollari in nuovi data center, chip e altre infrastrutture per ogni dollaro aggiuntivo generato dalle loro attività. Questo fenomeno, noto come capex, implica un investimento in beni che dovranno produrre ricavi per diversi anni, ma i margini si riducono a causa della rapida obsolescenza dei prodotti.

Un rischio crescente per gli investitori

La Banca dei regolamenti internazionali stima che la spesa per l’intelligenza artificiale potrebbe superare il 50 per cento rispetto alla domanda effettiva. Questo significa che i costi potrebbero non essere ripagati pienamente, a causa della rapida evoluzione della tecnologia. Le aziende che investono in chip e data center devono affrontare il rischio di doverli sostituire prima del previsto, aumentando i costi annuali e riducendo i rendimenti. Inoltre, la concorrenza spinge i prezzi verso il basso, rendendo sempre più difficile recuperare i fondi investiti. Le aziende devono reinvestire quasi tutto per non perdere terreno. L’attività dell’intelligenza artificiale richiede un continuo reinvestimento, poiché i prodotti rischiano di essere superati nel giro di pochi mesi. Intanto, gran parte dei ricavi viene assorbita dalle spese necessarie a far funzionare il servizio e dalla ricerca sulla versione successiva. Questo crea un ciclo in cui le aziende devono continuare a spendere per non rimanere indietro, anche se i margini si riducono.

Un modello simile a quello delle reti internet

La situazione attuale ricorda quella degli anni Novanta, quando furono costruite le reti su cui avrebbe viaggiato internet. Molti impianti furono considerati indispensabili, ma i primi proprietari fallirono, mentre chi acquistò in seguito a prezzi più bassi riuscì a guadagnarci. L’intelligenza artificiale potrebbe seguire un percorso simile: gli impianti continueranno a essere utili, ma una parte di chi li ha finanziati otterrà rendimenti modesti. Secondo una stima di UBS, la spesa delle grandi aziende tecnologiche aumenterà del 76 per cento nel 2026, ma la crescita si ridurrà nel tempo, rendendo sempre più chiaro quali data center hanno abbastanza clienti per ripagare i costi.