Emilia-Romagna adegua tariffe hospice per rispondere a costi crescenti
Emilia-Romagna aumenta tariffe hospice per sostenere costi in aumento e garantire cure palliative.

L’Emilia-Romagna ha reso effettivo un provvedimento atteso da tempo: l’aumento delle tariffe per i ricoveri in hospice, in linea con i nuovi costi sostenuti dalle strutture. La tariffa giornaliera, che era fissata a 230 euro, è stata portata a 268 euro, a decorrere dal 1º maggio 2026. L’aumento, deliberato a inizio luglio, è stato accompagnato da una fase transitoria che permette ai gestori di adattarsi al nuovo quadro economico. L’obiettivo è garantire un equilibrio finanziario alle strutture, che offrono cure palliative a pazienti in fase avanzata di malattia.
Un settore in crescita e in difficoltà
Le strutture di cure palliative in Emilia-Romagna hanno registrato un incremento significativo del numero di pazienti assistiti. Nel 2025, sono state quasi 6.500 le persone prese in carico nelle 23 strutture regionali, con 324 posti letto disponibili. A questa cifra si aggiungono due nuovi hospice in via di attivazione, che porteranno a un incremento di 28 posti letto. L’aumento delle tariffe è stato reso necessario a causa dell’incremento dei costi di personale e servizi, nonché della difficoltà nel reperire infermieri, che molti preferiscono lavorare nel settore pubblico.
La pandemia ha reso più complesso il reclutamento del personale, costringendo le strutture a offrire incentivi per trattenere i professionisti. Inoltre, il rinnovo del contratto nazionale delle cooperative sociali ha determinato un incremento del costo del personale dell’11-12%, a cui si è aggiunta l’inflazione. Questi fattori hanno reso necessario un adeguamento tariffario per garantire la sostenibilità delle strutture.
Un’evoluzione delle cure palliative
Le strutture di hospice non sono più limitate alla patologia oncologica, ma si sono evolute in vere e proprie unità di cure palliative, che offrono assistenza a pazienti con diverse condizioni. «Oggi gli hospice non sono più dedicati solo alla patologia oncologica, ma sono vere e proprie unità di cure palliative: l’adeguamento tariffario consente di garantirne l’equilibrio», ha spiegato Pietro Segata, presidente di Società Dolce, che gestisce il centro residenziale di cure palliative Villa Adalgisa a Ravenna. La rete degli hospice privati accreditati in Emilia-Romagna ha una storia lunga 25 anni, iniziata con l’inaugurazione della prima struttura a Albinea il 19 marzo 2001. «Con questo provvedimento rafforziamo il nostro impegno a sostegno della rete delle cure palliative, fondamentale all’interno del sistema sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi.
La delibera prevede anche incontri periodici con i gestori per il monitoraggio e la valutazione dei dati di attività, lo sviluppo delle reti locali di cure palliative e l’andamento dei costi dei fattori produttivi, per un’eventuale revisione delle tariffe. «Puntiamo a riaprire il tavolo con la Regione Emilia-Romagna in settembre, coinvolgendo anche il Forum del Terzo settore regionale, per proporre il potenziamento dei servizi offerti a domicilio e in regime semiresidenziale», ha aggiunto Segata. «L’estensione degli accreditamenti a queste ulteriori prestazioni garantirà, anche in questo ambito, la “libera scelta” sui percorsi di cura dei cittadini e il loro benessere», ha sottolineato il presidente di Società Dolce. A Villa Adalgisa, il centro ha già iniziato un ampliamento da 19 a 30 posti letto, il massimo consentito dalla normativa.
