Piazza Affari: cinque titoli quotati sopra i target, una potrebbe sorprendere

Cinque azioni di Piazza Affari quotano sopra i target degli analisti, ma una potrebbe ancora sorprendere.

Piazza Affari, cinque titoli quotati sopra i target degli analisti, una potrebbe ancora sorprendere
Piazza Affari, cinque titoli quotati sopra i target degli analisti, una potrebbe ancora sorprendere

Quattro settimane dopo il rialzo iniziale, cinque titoli di Piazza Affari quotano almeno il 5% sopra le valutazioni medie degli analisti. Mediobanca, Banco BPM, Nexi, Generali e Monte dei Paschi di Siena sono i titoli che hanno superato i target price, ma la distanza dal valore medio non ha lo stesso significato per ciascuna società. Il mercato attribuisce a queste aziende un valore superiore a quello mediamente riconosciuto dagli esperti, ma non indica necessariamente che i prezzi siano destinati a scendere. La differenza può derivare da stime non ancora aggiornate o da aspettative su operazioni straordinarie, risultati solidi o un recupero che deve essere confermato dai fondamentali.

Mediobanca: la più cara ma anche la più difficile da valutare

Mediobanca è il titolo con la maggiore distanza dal target medio, ma è anche quello per il quale il consenso appare meno rappresentativo. Il target medio si colloca intorno a 25,33 euro, quasi il 10% sotto la quotazione. La stima più elevata arriva però a 29,40 euro e lascia ancora un margine positivo di circa il 4,8%. La forbice tra le valutazioni è troppo ampia per considerare il target medio un riferimento particolarmente affidabile. Nel corso di luglio Deutsche Bank ha promosso Mediobanca da Hold a Buy, portando il prezzo obiettivo da 18,80 a 29,40 euro. La revisione è stata superiore al 56%, ma è arrivata quando il titolo aveva già realizzato gran parte del movimento.

Il margine rispetto ai target degli analisti è ormai molto limitato. Rispetto ai 28,06 euro di fine luglio, lo spazio residuo è inferiore al 5%. Più prudente AlphaValue, che ha ridotto il giudizio a Sell pur aumentando la propria valutazione. La complessità del titolo deriva dal fatto che è parte di una struttura che coinvolge Monte dei Paschi e Generali. La quotazione non riflette soltanto gli utili bancari, ma anche il possibile valore delle partecipazioni, le decisioni degli azionisti e gli scenari di consolidamento.

Generali: il profilo più equilibrato tra le cinque

Generali ha guadagnato circa il 23% dall’inizio dell’anno e oltre il 30% negli ultimi dodici mesi. La corsa ha portato la quotazione più del 7% sopra il target medio, ma il consenso nasconde differenze molto ampie. Durante luglio JPMorgan ha confermato Buy con obiettivo a 44 euro, praticamente coincidente con il prezzo di fine mese. Il potenziale residuo è quindi prossimo allo zero. Berenberg ha mantenuto la raccomandazione di acquisto e ridotto il target da 73 a 71 euro. Nonostante la revisione, il nuovo valore implica ancora un rialzo teorico superiore al 60%. Jefferies ha confermato Buy con target a 28,50 euro, molto inferiore alla quotazione.

La contraddizione tra giudizio e prezzo obiettivo suggerisce che la valutazione non sia pienamente riallineata. Le raccomandazioni individuali sono dunque difficili da aggregare. La media viene influenzata da target troppo distanti tra loro e perde parte del proprio valore informativo. Il flusso delle valutazioni resta però favorevole: tre case d’investimento hanno ribadito Buy nel corso dell’ultimo mese. Generali può inoltre contare su un profilo patrimoniale solido, una buona capacità di generare capitale e un’attività meno dipendente dal margine di interesse rispetto alle banche tradizionali.

Il principale elemento di incertezza riguarda l’assetto azionario. La partecipazione detenuta attraverso il gruppo Mediobanca-MPS potrebbe assumere un ruolo nelle operazioni in corso nel settore finanziario italiano. Rispetto agli altri titoli della graduatoria, però, Generali dipende meno dal buon esito di una singola fusione. La crescita assicurativa, il risparmio gestito e la patrimonializzazione offrono una base industriale più diversificata. La selezione non dovrebbe quindi basarsi soltanto sulla distanza dal target medio. Occorre verificare quanto di quel prezzo sia sostenuto dagli utili e quanto dipenda da scenari che devono ancora concretizzarsi.