Disabile in handbike travolto da taxi, multato per non aver dato precedenza ai pedoni
Disabile in handbike travolto da taxi, multato per non aver dato precedenza ai pedoni

Un incidente stradale a Parabiago: disabile in handbike travolto da taxi
A Parabiago, nel hinterland nord-ovest di Milano, il 3 luglio scorso si è verificato un incidente stradale in cui un uomo in handbike è stato travolto da un taxi. L’incidente ha avuto luogo su un attraversamento pedonale, dove il 42enne Juan Carlos Di Bella, atleta di handbike, ha riportato una frattura al femore sinistro. L’impatto con l’auto ha causato un volo sull’asfalto e la ribaltatura della carrozzina, che è finita contro il guardrail. Sul posto sono intervenute un’ambulanza e un’automedica, che hanno trasportato l’uomo all’ospedale di Legnano per un’operazione d’urgenza. La situazione era drammatica, con il disabile costretto a muoversi in carrozzina e a fronteggiare un’emergenza medica. La precedenza è riservata solo ai pedoni, non ai disabili in handbike
La multa per non aver dato precedenza ai pedoni
La polizia locale di Parabiago ha notificato un verbale di 42 euro al 42enne, ridotto a 29,40 se pagato entro cinque giorni. Il motivo della sanzione è legato all’articolo 154 del codice della strada, che regola il “cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre”. Secondo il verbale, Juan Carlos avrebbe violato le norme sulla precedenza, nonostante si trovasse in una situazione di disabilità. L’incidente è avvenuto su un attraversamento pedonale, dove, secondo la polizia locale, la precedenza è riservata esclusivamente ai pedoni. Il 42enne, però, si muove in handbike, un mezzo che non è considerato un veicolo a motore ma un’alternativa per chi non ha l’uso delle gambe.
La norma non tiene conto delle specificità delle persone con disabilità Juan Carlos Di Bella ha spiegato che ha dato mandato al suo avvocato, Salvatore Cassaniti, per contestare il verbale. Secondo il documento, il 42enne avrebbe dovuto scendere dalla handbike per dare precedenza ai veicoli in marcia. Tuttavia, per la sua condizione di paraplegico da 26 anni, questa azione sarebbe stata impossibile. L’atleta ha espresso dubbi su una norma che, a suo parere, non tiene conto delle specificità delle persone con mobilità ridotta. “Davvero una persona costretta a muoversi in carrozzina dovrebbe scendere a terra ogni volta che deve attraversare la strada?” ha chiesto.
Un caso che solleva dibattito su norme e accessibilità
L’incidente ha sollevato dibattito su come le norme stradali possano essere applicate in situazioni di disabilità. Mentre la polizia locale ha applicato la norma in base al codice della strada, Juan Carlos e il suo avvocato sostengono che la legge non tenga conto delle specificità delle persone con mobilità ridotta. L’incidente ha messo in luce la complessità di conciliare la sicurezza stradale con le esigenze di chi vive con disabilità. La questione rimane aperta, con la speranza che possa trovare una soluzione che rispetti entrambi i lati.
La situazione ha suscitato reazioni da parte di cittadini e esperti, che hanno sottolineato l’importanza di una normativa più inclusiva. L’incidente rappresenta un caso emblematico di come le regole stradali, pur intese a garantire la sicurezza, possano non considerare le reali condizioni di vita di chi ha disabilità. La discussione continua, con la necessità di un confronto tra le istituzioni e le persone con disabilità per trovare un equilibrio tra sicurezza e accessibilità.
