Bracconaggio in aumento: LIPU denuncia episodi di uccelli protetti feriti e morti prima della caccia
Tre uccelli protetti colpiti in Toscana e Lazio: LIPU lancia allarme sul bracconaggio prima della stagione venatoria.
A pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria, un falco pellegrino è morto dopo essere stato colpito vicino Firenze, mentre un lodolaio e un gabbiano corso sono stati recuperati feriti nel Lazio. La LIPU ha lanciato un allarme sul bracconaggio e sulla necessità di rafforzare la tutela della fauna selvatica. Gli episodi, avvenuti tra Toscana e Lazio, hanno spinto l’associazione a denunciare un aumento degli atti di illegalità contro la fauna protetta.
Specie protette e bracconaggio
Il falco pellegrino, uno dei rapaci più conosciuti e spettacolari, non è sopravvissuto alle ferite, mentre il lodolaio e il gabbiano corso sono stati recuperati e trasferiti in un centro di recupero. L’associazione ha sottolineato che si tratta di specie protette e non rientranti tra quelle cacciabili, il che rende il bracconaggio un reato grave. Il gabbiano corso, in particolare, presenta un anello identificativo francese, che potrebbe permettere di ricostruire la sua provenienza e gli spostamenti prima del ferimento.
La LIPU ha espresso preoccupazione per l’aumento degli episodi di bracconaggio in coincidenza con l’avvio della stagione venatoria.
Il presidente della LIPU, Alessandro Polinori, ha sottolineato che l’attività venatoria continua a essere accompagnata da un incremento di atti illegali. L’associazione chiede quindi interventi più efficaci per contrastare il bracconaggio e controlli più rigorosi sul territorio. Gli episodi, avvenuti tra Toscana e Lazio, hanno suscitato forte preoccupazione nell’associazione, che ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul bracconaggio.
Legislazione e conservazione
La situazione si colloca in un contesto di dibattito politico sulla riforma della legge 157 del 1992, che regola la protezione della fauna selvatica e l’attività venatoria. Le associazioni ambientaliste, tra cui la LIPU, hanno espresso critiche e sottolineato che alcune disposizioni potrebbero indebolire le tutele esistenti. L’apertura della caccia e l’aumento del bracconaggio rappresentano un segnale di allarme per la conservazione della biodiversità e la protezione di specie che, per legge, dovrebbero essere al riparo dall’attività venatoria.
La LIPU chiede un rafforzamento dei controlli e degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine.
Il falco pellegrino, che si alimenta prevalentemente di altri uccelli e raggiunge velocità superiori ai 300 chilometri orari, è una specie protetta e non rientra tra quelle cacciabili. Il lodolaio, un piccolo falco migratore, è stato trovato lungo la via Ardeatina a Roma, con ferite compatibili con un colpo di arma da fuoco. Il gabbiano corso, specie rara e oggetto di programmi di monitoraggio, è stato recuperato sulla spiaggia di Furbara, nel territorio di Cerveteri. La LIPU ha ribadito che i tre uccelli colpiti rappresentano un nuovo segnale della necessità di mantenere alta l’attenzione sul bracconaggio. L’associazione chiede interventi più efficaci per contrastare il bracconaggio e controlli più rigorosi sul territorio, insieme a sanzioni efficaci nei confronti di chi commette reati contro gli animali selvatici.
