Caldo e siccità devastano Gaza: «L’acqua non c’è più, si moltiplicano i collassi»
Condizioni estreme in Gaza: caldo e siccità causano collassi e mancanza di acqua potabile.

A Gaza, il caldo e la siccità si sono trasformati in nuovi killer, con la mancanza di acqua potabile che ha portato a un aumento dei collassi. La situazione, già drammatica, si è aggravata negli ultimi giorni, con temperature che sfiorano i 37 gradi e la percezione di un caldo che supera i 40 in alcune zone. I residenti, costretti a vivere in tendopoli senza servizi essenziali, si trovano a lottare per sopravvivere in un contesto di sovraffollamento e mancanza di risorse. La scarsità di fonti idriche ha reso l’acqua un bene raro, con le pompe di desalinizzazione quasi tutte inutilizzabili e le riserve di acqua limitate a pochi litri per persona.
La mancanza di acqua e elettricità
La scarsità di acqua potabile ha reso la vita quotidiana estremamente difficile. Gli abitanti, in particolare i bambini, si trovano a dover usare l’acqua marina per cucinare, lavarsi o bere, pur sapendo che può danneggiare la pelle e causare infezioni. La mancanza di elettricità ha ulteriormente complicato la situazione, con i ventilatori diventati un lusso inaccessibile e la corrente disponibile solo per un paio d’ore al giorno. La corrente c’è per un paio d’ore al giorno e la usiamo per ricaricare telefoni e tablet – dice Hassan Isdodi, giornalista – e anche i generatori non funzionano più, perché manca la benzina. La situazione è veramente difficile.
La mancanza di elettricità ha reso impossibile l’uso di ventilatori e apparecchiature essenziali, aggravando le condizioni di sofferenza. Mentre i bambini giocano in piscine improvvisate riempite con acqua putrida, i genitori si trovano a dover scegliere tra l’uso dell’acqua per i loro figli o per i pazienti negli ospedali. La scarsità di risorse ha reso la vita quotidiana un’esperienza di sopravvivenza, con la paura di collassi e malattie che si moltiplica ogni giorno.
La rabbia dei cittadini e l’hashtag «vi hanno mentito»
La rabbia e la frustrazione dei cittadini di Gaza si sono riversate sui social media, con l’hashtag «vi hanno mentito» che ha trovato un enorme consenso. «Ora che i Mondiali di calcio sono finiti, tornate a denunciare quel che accade a Gaza – scrivono gli utenti – perché nella distrazione generale, solo dall’11 giugno a oggi l’esercito israeliano ha ucciso più di 118 persone». I post raccolgono testimonianze di cittadini, giornalisti e operatori umanitari che denunciano i continui attacchi dell’Idf e sottolineano che, dall’inizio del cessate il fuoco, sono morti 1.127 palestinesi, tra cui 282 bambini. Quella che raccontano è una bugia, vi stanno mentendo per mettere a tacere il mondo e farlo sentire a posto con la coscienza, ma qui quotidianamente muoiono donne e bambini innocenti, scrivono i gazawi.
La mancanza di un piano di pace e la continua guerra hanno reso la vita in Gaza un inferno. «Non c’è alcun piano di pace», è l’altro messaggio che stanno lanciando da Gaza e in effetti, le operazioni previste nell’accordo tra le parti sono bloccate. La situazione, inoltre, si preannuncia ancora più drammatica con l’arrivo di agosto, quando le temperature saliranno e il rischio di morte per sete diventerà sempre più concreto. «La cosa che vorrei di più adesso è un bicchiere d’acqua fresca», dice Hamid, 12 anni. Un desiderio, ora come ora, tanto semplice quanto irraggiungibile.
