La casa è un diritto, non una merce: l’UE lancia nuove norme per combattere la crisi abitativa
L’Ue presenta nuove norme per rendere accessibili gli alloggi, con dati su Italia e Europa. La casa è un diritto, non una merce.

La casa è un diritto, non una merce: questa frase, ripetuta da Dan Jørgensen, commissario europeo per l’edilizia abitativa, introduce l’Affordable Housing Act, una proposta di legge volta a rendere gli alloggi più accessibili in tutta l’Unione Europea. Presentata il 9 settembre 2026, la normativa mira a fornire agli Stati membri e alle città gli strumenti per garantire abitazioni a prezzi abbordabili, soprattutto nelle aree più colpite dalla crisi abitativa. L’obiettivo è ridurre la pressione sugli alloggi e migliorare l’accesso a una casa per tutti i cittadini europei.
La crisi abitativa in crescita
La mancanza di alloggi a prezzi accessibili è diventata una delle preoccupazioni più urgenti per gli europei, come sottolinea l’Esecutivo europeo, citando un recente sondaggio dell’Eurobarometro. In particolare, in alcune città e destinazioni turistiche popolari, dove la pressione sugli alloggi è più forte, il crescente uso di abitazioni per scopi diversi dalla residenza primaria può aggravare la disponibilità e l’accessibilità economica locali. Per il 92% degli italiani, occorrono misure per agevolare l’accesso alla proprietà della prima casa, un elemento che rassicura le persone e genera stabilità nella società.
Le persone che vivono in case inadeguate o fatiscenti erano il 9,5% nel 2014 e sono scese al 5,6% nel 2024. Inoltre, tra 2014 e 2024 le quote di famiglie con abitazioni con strutture danneggiate sono diminuite dal 13,2% al 9,8%, quelle con problemi di umidità dal 19,9% al 12,9% e quelle con scarsa luminosità dal 7,5% al 7,3%. La crisi abitativa ha visto un calo significativo, ma il problema resta urgente.
Le misure per contrastare la crisi
La proposta di legge, denominata Affordable Housing Act, mira a fornire maggiore chiarezza e prevedibilità alle autorità locali, permettendogli di agire in modo più efficace. Le nuove norme prevedono che le autorità possano limitare l’uso degli alloggi, ad esempio per gli affitti a breve termine o per le abitazioni vuote, solo se dimostrano che ciò contribuisce a risolvere le pressioni locali. Per quanto riguarda gli affitti a breve termine, qualsiasi misura deve essere mirata ad attività che riducono il parco immobiliare disponibile per l’uso a lungo termine, in particolare quando la loro portata, frequenza o carattere commerciale aggravano la pressione abitativa.
Le autorità stanno inoltre adottando misure che incidono sull’acquisto o sull’uso di immobili residenziali, ad esempio per affrontare le seconde case o i posti vacanti prolungati. L’obiettivo è garantire che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate, e che non danneggino il mercato unico dell’Unione Europea. La legge, che ora passa al Parlamento e al Consiglio UE, costituisce il primo quadro comune europeo per valutare le misure connesse all’edilizia abitativa.
La normativa è stata presentata in un contesto in cui la casa è vista come un diritto, non una merce. Dan Jørgensen ha sottolineato che “la casa è un diritto e un pilastro fondamentale della dignità umana. Gli europei dovrebbero avere la possibilità di vivere, lavorare e soggiornare nei luoghi che chiamano casa”. L’Affordable Housing Act è inteso a fornire chiarezza giuridica alle autorità quando scelgono di intervenire, nelle zone soggette a stress abitativo, “salvaguardando nel contempo il mercato unico e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà”.
