Cigno reale in difficoltà dopo sversamento di idrocarburi: salvato nel Naviglio Grande
Cigno reale in difficoltà dopo sversamento di idrocarburi: salvato nel Naviglio Grande

Un cigno reale è stato salvato dopo uno sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, a sud di Milano. L’animale, completamente ricoperto da una sostanza nera e pastosa, è stato recuperato da un gruppo di volontari e trasferito al Centro Recupero Fauna Selvatica La Fagiana di Magenta. L’operazione, durata tutta la notte, ha visto la partecipazione di un uomo e suo figlio, che hanno raggiunto l’animale a bordo di una barca, tentando di recuperarlo con un retino. Il cigno, in evidente difficoltà, non riusciva a prendere il volo e aveva un imbrattamento esteso del piumaggio, dal collo fino al ventre e alle zampe.
Intervento notturno per salvare l’animale
L’operazione si è svolta tra le 22:30 e le 2:00 del mattino, con un’azione complessa e delicata. Gli operatori hanno dovuto gestire lo stress dell’animale e garantire la sua stabilità durante il trasferimento. Il cigno, pur combattivo, ha mostrato una risposta positiva alle prime terapie, ma le sue condizioni restano delicate. Il personale del centro ha spiegato che la decontaminazione richiede protocolli specifici e attenzione particolare, poiché gli idrocarburi possono compromettere le proprietà isolanti del piumaggio, esponendo l’uccello a ipotermia e difficoltà di movimento. Il cigno è stato sistemato in una camera calda per favorirne la stabilizzazione, dopo un primo lavaggio. Gli operatori hanno avviato i protocolli specifici per la decontaminazione da sostanze idrocarburiche. La pulizia di un animale selvatico ricoperto di idrocarburi richiede competenze specifiche e particolare attenzione. Non si tratta soltanto di rimuovere la sostanza visibile: è necessario valutare le condizioni generali del volatile, prevenire ulteriori complicazioni e limitare lo stress provocato dalla manipolazione.
La Lipu chiama l’attenzione sui danni ambientali
Il presidente della Lipu, Alessandro Polinori, ha condiviso le immagini del cigno per richiamare l’attenzione sui danni provocati dallo sversamento, ricordando anche la tragedia ecologica avvenuta alcuni anni fa a Maccarese. L’episodio ha suscitato preoccupazione non solo per l’animale salvato, ma anche per le conseguenze potenziali sulla biodiversità del Naviglio e delle aree circostanti. La presenza di fauna contaminata rende fondamentale un intervento coordinato da parte delle autorità e dei centri specializzati.
Al centro di recupero è arrivata anche una tortora, completamente ricoperta dalla sostanza contaminante, che aveva ingerito carburante. Per il volatile, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. La vicenda evidenzia quanto un episodio di inquinamento possa rappresentare un pericolo per gli ecosistemi acquatici e per gli animali che vivono lungo le sponde. La Lipu e il Centro Recupero Fauna Selvatica La Fagiana invitano i cittadini a non improvvisare operazioni di recupero o pulizia, poiché un intervento non adeguato potrebbe aumentare lo stress dell’animale o esporre le persone al contatto con sostanze potenzialmente pericolose.
Per le segnalazioni relative all’area interessata, il numero indicato dal CRFS Lipu La Fagiana è 333 314 8603. La storia del cigno del Naviglio Grande resta una testimonianza delle conseguenze che l’inquinamento può avere sulla fauna selvatica, ma anche dell’impegno di soccorritori, veterinari e volontari che lavorano per offrire agli animali una possibilità di sopravvivenza. Il suo percorso di recupero è ancora lungo e saranno i prossimi aggiornamenti del centro a chiarire l’evoluzione delle sue condizioni.
La decontaminazione richiede attenzione e competenze specifiche
La presenza di fauna contaminata richiede interventi coordinati
