Il cinema italiano affronta un problema mai detto: troppi film, troppo poco spazio
Il cinema italiano si confronta con un problema crescente: troppi film distribuiti e troppo poco spazio in sala. I distributori chiedono una selezione più rigorosa.

Il cinema italiano si confronta con un problema mai detto: troppi film vengono prodotti e distribuiti, ma il numero di posti in sala non è sufficiente a ospitarli. A Riccione, durante le Giornate professionali del settore, il direttore della società di distribuzione 01 Distribution, Luigi Lonigro, ha sottolineato che «c’è un problema che tutti conosciamo e di cui nessuno parla». L’industria, pur avendo prodotto un numero record di film nel 2025, non ha seguito un incremento proporzionale di posti in sala, causando un ricambio troppo veloce e una scarsa possibilità di incasso per molti titoli.
Un eccesso di offerta non sostenibile
Nel 2025, i film italiani (o a coproduzione internazionale a maggioranza italiana) distribuiti al cinema sono stati 462, un aumento significativo rispetto ai 251 del 2022. Tuttavia, il numero di schermi in Italia è rimasto sostanzialmente invariato: dal 2011 al 2023, il totale è cresciuto del 7%, raggiungendo 3.500 posti. Questo numero, secondo i distributori, è insufficiente per sostenere l’offerta crescente, portando a un’alternanza rapida di titoli in sala e a una ridotta possibilità di successo per molti film. Le commedie e i documentari rappresentano una parte significativa della produzione italiana, ma spesso non riescono a trovare il giusto equilibrio tra qualità e distribuzione. I documentari, pur essendo la forma più economica di produzione, costituiscono il 47% dei 462 film distribuiti nel 2025. Molti di questi vengono prodotti da aziende piccole e indipendenti, e spesso non incassano abbastanza per giustificare la loro presenza in sala.
Il pubblico si è abituato a vederle sulle piattaforme, dove sono disponibili in grande quantità.
Le soluzioni: selezione e leggi più rigorose
Secondo Massimiliano Orfei, presidente di Piperfilm, «l’offerta gigantesca di produzioni italiane delle piattaforme si è concentrata proprio sulle commedie medie, quelle che non costano tanto e hanno un cast non grande ma dignitoso, e ora il pubblico le considera qualcosa “da casa”». Questo fenomeno ha portato a una riduzione del pubblico in sala, con conseguenze dirette sulle possibilità di incasso e di promozione dei film. Orfei ha sottolineato che non ha senso combattere questa tendenza, ma bisogna prenderne atto e concentrarsi su una selezione più rigorosa di film con un reale potenziale. «La buona notizia è che gli incassi di questi ultimi due anni ci dicono che i film italiani che funzionano, funzionano davvero e possono gareggiare con quelli americani», ha sottolineato.
Non tutti i distributori condividono questa visione, ma il dibattito continua.
Lonigro ha proposto una soluzione concreta: modificare la legge sul cinema in modo che i finanziamenti pubblici limitino certe produzioni. Questa proposta potrebbe essere efficace, ma potrebbe anche spostare il problema, evitando che i distributori debbano risolverlo direttamente. Per ora, il dibattito continua, senza un accordo concreto, ma con un’attenzione crescente all’equilibrio tra produzione e distribuzione.
