Cintura non allacciata e cicalino disattivato: sanzioni e rischi per gli automobilisti

Sanzioni e rischi per chi viaggia senza cintura e disattiva il cicalino. Multe, punti e sospensione della patente.

Automobilista che non indossa la cintura e disattiva il cicalino, con segnale acustico spento e spia non illuminata
Automobilista che non indossa la cintura e disattiva il cicalino, con segnale acustico spento e spia non illuminata

Viaggiare senza cintura di sicurezza e disattivare il cicalino rappresenta un rischio non solo per la sicurezza personale, ma anche per la responsabilità legale. Gli automobilisti che non rispettano queste norme rischiano multe, perdita di punti sulla patente e, in alcuni casi, sospensione temporanea della licenza di guida. L’articolo 172 del Codice della strada impone l’obbligo di utilizzare le cinture in qualsiasi situazione di marcia, sia in città che su strade extraurbane. La mancata adesione a questa regola può comportare sanzioni che variano tra 83 e 332 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente. Per i neopatentati, la pena è raddoppiata, con una riduzione di 10 punti nel primo triennio.

Il bypass del cicalino e i rischi concreti

Un dispositivo, spesso venduto per pochi euro, permette di aggirare il sistema di allarme del cicalino. Questo meccanismo, che imita la linguetta metallica della cintura, viene inserito nella fibbia del sedile e fa credere all’auto che la cintura sia allacciata. Il segnale acustico si spegne, e il viaggio prosegue senza apparenti anomalie. Tuttavia, l’occupante resta privo del principale sistema di protezione dell’abitacolo, esponendosi a rischi significativi in caso di incidente. La cintura non indossata può aggravare le lesioni, ridurre il risarcimento assicurativo e contribuire alla contestazione di responsabilità civili o penali.

La mancata utilizzazione della cintura non è solo un problema di sicurezza, ma anche di responsabilità legale. La normativa europea considera il richiamo audiovisivo uno strumento capace di aumentare l’uso delle cinture. L’obbligo di utilizzare le cinture è stato introdotto nel 1959 grazie all’ingegnere Volvo Nils Bohlin, che sviluppò la cintura a tre punti moderna. Il brevetto fu reso disponibile anche agli altri costruttori, favorendo la diffusione di una delle invenzioni automobilistiche con il maggior numero di vite salvate.

Le sanzioni e le conseguenze sulla patente

La violazione dell’obbligo di utilizzare la cintura non è solo una questione di sicurezza, ma anche di responsabilità legale. Chi non rispetta questa norma rischia una multa tra 83 e 332 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente. Per i neopatentati, la pena è raddoppiata, con una riduzione di 10 punti nel primo triennio. Inoltre, l’articolo 218-ter, introdotto nel 2024, prevede una sospensione breve della patente per chi possiede meno di 20 punti e viene identificato al momento dell’infrazione.

La sospensione non si applica automaticamente in caso di reiterazione. Se il conducente incorre almeno due volte nel biennio nella violazione prevista dal comma 10 dell’articolo 172, all’ultima infrazione consegue una sospensione da 15 giorni a due mesi. Le due forme di sospensione non si sommano in automatico: quando opera la misura specifica prevista per la recidiva, il Codice esclude l’applicazione parallela della sospensione breve.

La perdita di 5 punti non è più l’unica conseguenza sulla patente. L’articolo 218-ter prevede una sospensione breve per il conducente che possiede meno di 20 punti e viene identificato nel momento della violazione. La durata della sospensione varia in base al saldo disponibile: sette giorni per chi ha da 10 a 19 punti, quindici giorni per chi ha meno di 10 punti. Il periodo raddoppia se il conducente ha provocato un incidente, tra cui l’uscita autonoma dalla carreggiata senza il coinvolgimento di altri veicoli o persone.