Corte dei Conti segnala gravi criticità nella gestione della Regione Marche
Italia Viva Marche denuncia gravi inefficienze e disavanzo nella gestione regionale, secondo dati Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha parificato il bilancio della Regione Marche del 2025, rilevando gravi criticità nella gestione finanziaria e nella qualità dei servizi essenziali. L’analisi, resa nota il 30 luglio 2026, ha evidenziato un quadro gestionale segnato da inefficienze, ritardi strutturali e un disavanzo in crescita. A questa valutazione, Italia Viva Marche ha risposto con un forte accento su quanto emerso, definendo i dati come un “indice accusatorio” contro l’inconcludenza della Giunta Acquaroli. La coalizione di opposizione, composta da tutte le forze presenti in Consiglio regionale, ha espresso un giudizio unanime di severità, sottolineando il fallimento del modello di governo del centrodestra in settori strategici come sanità, attuazione del Pnrr e gestione delle partecipate.
Disavanzo e crollo del risultato economico
Secondo i dati resi noti, il disavanzo netto della quota disponibile della Regione Marche è cresciuto del 29% rispetto all’esercizio precedente, raggiungendo circa 64 milioni di euro. Il risultato economico dell’Ente, invece, ha subito una pesante contrazione, passando da 152 milioni di euro nel 2024 a soli 45 milioni nel 2025. La gestione caratteristica, un indicatore chiave del bilancio, registra un saldo negativo di circa -1,04 milioni di euro, segno di un deficit strutturale. Inoltre, l’accantonamento per crediti di dubbia esigibilità e residui vetusti ammonta a 347 milioni di euro, con un’incidenza di 306,6 milioni di parte corrente, che mette in luce la presenza costante di residui che gravano sulla solidità del bilancio.
Sanità in crisi e mancanza di risorse
La sanità regionale rappresenta il 76% della spesa totale, ma i dati ufficiali segnalano un netto decadimento della qualità dei servizi offerti ai cittadini marchigiani. L’incremento della domanda ha superato l’offerta di prestazioni, causando un aumento delle liste d’attesa, con gravi ritardi su esami fondamentali come mammografie e colonscopie. L’esplosione della mobilità passiva ha peggiorato il deficit, raggiungendo un deficit di 2,95 milioni di euro rispetto ai -48,69 milioni del 2024. Inoltre, il ricorso strutturale ai “medici gettonisti” ha speso 13,52 milioni di euro per appalti esterni, confermando l’incapacità della Regione di programmare le assunzioni ordinarie. I tetti di spesa sono stati superati in diversi settori, tra cui la spesa farmaceutica ad acquisto direct e i dispositivi medici.
Efficienza ridotta e mancanza di pianificazione
La Corte dei Conti ha anche segnalato un’incapacità di spesa sul Pnrr e progetti sanitari incompiuti. Il target per le Case di Comunità non è stato raggiunto in 8 progetti, mentre gli Ospedali di Comunità, come quelli di Jesi, Mombaroccio e San Benedetto del Tronto, restano bloccati. Il tasso di impegno M1, M2, M5, M7, missioni non sanitarie del Pnrr, si attesta al 49,6%, con solo 55 rendicontazioni formalizzate per un valore di 4,53 milioni di euro. La gestione del personale e delle società partecipate è stata criticata per la mancanza di un piano finanziario idoneo e per l’incertezza sulle assunzioni in deroga. La scelta di mantenere partecipazioni societarie prive di strategicità reale è stata condannata, insieme al modello di finanziamento basato su trasferimenti in conto esercizio, che indebolisce il legame tra risorse erogate e risultati effettivamente conseguiti.
Italia Viva Marche chiede una svolta e riafferma che i dati ufficiali della Corte dei Conti costituiscono un vero e proprio indice accusatorio contro l’inconcludenza della Giunta Acquaroli. La coalizione di opposizione sottolinea l’urgenza di un cambio di rotta immediato per garantire ai cittadini marchigiani una sanità efficiente, il pieno utilizzo dei fondi europei e una gestione trasparente e solida delle risorse pubbliche.
