Custodire la fertilità. Giuliodori: “Ripartire dall’educazione”
L’Università Cattolica organizza un congresso per riflettere sulla custodia della fertilità e l’educazione alla procreazione.
Il Congresso Internazionale “Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma dal 16 al 18 ottobre, si concentra su temi cruciali per la salute e la responsabilità sociale. L’evento, che celebra i 50 anni del Centro per la Regolazione Naturale della Fertilità e i 25 dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI (Isi), si propone di ripartire dall’educazione per affrontare le sfide dell’infertilità e della procreazione. Monsignor Claudio Giuliodori, presidente dell’Isi e Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, sottolinea l’importanza di un approccio educativo che riconosca la dignità della vita umana e promuova una cultura della custodia della fertilità.
La ricerca e l’informazione: un percorso incompleto
Sebbene siano stati fatti passi significativi sul piano della ricerca, il fronte dell’informazione sulle cause dell’infertilità rimane ancora in fase iniziale, come ha evidenziato la professoressa Maria Luisa Di Pietro, direttrice del Centro Ricerca e Studi sulla Salute Procreativa (CeRiSSaP) dell’Università Cattolica. Secondo un articolo pubblicato nel 2022 su “Minerva Obstetrics and Gynecology”, circa il 50% delle coppie intervistate ha difficoltà a comprendere il tasso di successo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) e i potenziali rischi per la donna e per il feto. La professoressa sottolinea che la prevenzione, che passa attraverso la correzione degli stili di vita e l’attenzione ai fattori ambientali, è ancora poco sviluppata.
La mancanza di una corretta educazione rischia di alimentare false illusioni. È il caso di alcuni interventi regionali che incentivano la conservazione degli ovociti, il cosiddetto “social freezing”, che rischiano di avallare l’idea di una maternità rinviabile nel tempo, anziché educare alla consapevolezza dei fisiologici limiti della fertilità.
La tecnologia e l’etica: un equilibrio da trovare
La tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, offre straordinarie opportunità, ma richiede grande attenzione per evitare che incida negativamente su aspetti fondamentali della condizione umana. Il Papa ha recentemente ricordato l’importanza di non proiettare aspettative eccessive sulle tecnologie, evitando di legittimare qualsiasi tipo di intervento. La professoressa Di Pietro ha anche sottolineato che il progresso tecnologico, se non si pone la domanda sulla Verità sull’essere umano, porta a conseguenze inevitabili, come la selezione di nuovi esseri umani o lo sviluppo in laboratorio di un utero artificiale.
La tendenza a delegare la genitorialità alla sola tecnologia rischia di creare una cultura che non riconosce la dignità della vita umana. L’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli, attraverso un approccio medico-scientifico rigoroso e alternativo, si impegnano a promuovere una procreazione responsabile, che rispetti i limiti naturali della fertilità e la responsabilità condivisa delle famiglie, delle scuole e delle comunità. Il Congresso, preceduto da un’udienza con Papa Leone, rappresenta un’occasione per riflettere su come la scienza possa essere al servizio della dignità della persona, non per legittimare interventi che mettono in discussione la natura stessa dell’essere umano. L’obiettivo è ripartire dall’educazione, come ha sottolineato Monsignor Giuliodori, per costruire una cultura che valorizzi la vita e la responsabilità condivisa nella procreazione.
La custodia della fertilità richiede un’azione educativa a lungo termine.
La prevenzione passa attraverso la correzione degli stili di vita e l’attenzione ai fattori ambientali.
