Elisa Claps, nuovi dettagli sull’omicidio: i biglietti anonimi e l’incontro del parroco con una 18enne

Nuovi elementi sull’omicidio di Elisa Claps: biglietti anonimi, testimonianze non verificate e la comunità locale.

Il caso di Elisa Claps, scomparsa nel 1996 e ritrovata morta nella Chiesa della Trinità di Potenza, ha visto nuovi sviluppi grazie all’inchiesta del libro “Indagine nell’abisso della Chiesa della Trinità”, scritto da Fabio Amendolara e Fabrizio Di Vito. L’omicidio, attribuito a Danilo Restivo, ha suscitato dibattiti e accuse di omertà e depistaggi, con nuovi elementi che mettono in luce l’incertezza e le lacune delle indagini. Il libro ha rivelato dettagli inediti che potrebbero influenzare il futuro delle indagini e la comprensione del caso.

Biglietti anonimi e testimonianze non verificate

Uno dei nuovi elementi emersi riguarda due biglietti anonimi trovati in luoghi significativi. Il primo, ritrovato a Parco Montereale, è stato incluso in una nota a piè di pagina di un’informazione della Questura di Potenza. Il testo del biglietto, che parla di un gatto ucciso e di Elisa “fatta sotterrare con una pietra”, suggerisce che l’omicidio non sia stato compiuto da solo. Secondo Di Vito, se fosse stata fatta una perizia su quel foglio, avrebbe potuto portare a indagare su chi ha aiutato Restivo a occultare il corpo. L’altro biglietto, inviato all’avvocato Maria Bamundo, menziona un sacerdote della Diocesi, De Sortis, e sembra indicare un’informazione importante. Tuttavia, l’anonimo è stato inviato a un indirizzo non appropriato, mettendo in luce un errore che potrebbe aver ostacolato l’indagine.

La comunità e l’omertà

La comunità di Potenza è stata tacciata di omertà e di non aver visto nulla quel giorno, nonostante fosse mezzogiorno di una domenica di settembre e Elisa fosse scomparsa in una zona centrale. Il libro sottolinea come la comunità non abbia mai rivelato informazioni cruciali, anche se alcune testimonianze potrebbero aver avuto un ruolo. Ad esempio, il parroco Don Mimì Sabìa, che aveva l’obbligo di informare la comunità, è stato coinvolto in un incontro con una ragazza di 18 anni, che aveva chiesto di festeggiare i 18 anni sulla terrazza della Trinità. L’incontro, avvenuto pochi giorni dopo la scomparsa di Elisa, è stato reso noto durante il processo delle due signore delle pulizie che avevano trovato il corpo. Questo episodio ha portato a riflettere sul ruolo della comunità e sulla sua mancanza di attenzione.

La comunità potentina ha mostrato una mancanza di attenzione e di reazione. Il libro sottolinea come le indagini siano state marcate da errori significativi. La Procura di Salerno ha fatto scadere i termini per le indagini preliminari dopo il ritrovamento del corpo, lasciando inutilizzati i reperti. Al tempo, è stata fatta un’inchiesta su due signore dell’impresa di pulizie che avevano trovato il corpo, ma hanno pagato solo loro. L’errore più grande, secondo Amendolara, è stato il non indagare su Restivo, nonostante avesse precedenti penali. Inoltre, durante la prima veglia di preghiera, si vociferava che Elisa fosse scappata perché incinta, e gli inquirenti hanno creduto a questa ipotesi, portando a controlli in farmacia e in ginecologia. L’albanese Eris Gega è stato messo sotto torchio, ma non è stato indagato su Restivo come avrebbe dovuto essere fatto.

Il libro mette in luce come le indagini siano state influenzate da pregiudizi e omertà. Il libro, che è stato definito un “manuale sulle cose da non fare in un’inchiesta per omicidio”, mette in luce come le indagini siano state influenzate da pregiudizi, omertà e mancanza di indagine approfondita. La comunità, come la Procura, ha avuto un ruolo nella copertura del caso, e la famiglia Claps non ha mai ricevuto un confronto con la Diocesi, auspicato anche da Papa Francesco. Il libro chiude con un appello per una maggiore trasparenza e una maggiore attenzione alle vittime di violenza, soprattutto in un contesto in cui la comunità potentina ha mostrato una mancanza di reazione.