La fine del regime è stata una liberazione per la comunità di Deir Mar Musa

Suor Houda Fadoul racconta la vita a Deir Mar Musa dopo la caduta del regime.

La comunità cristiana di Deir Mar Musa, guidata da suor Houda Fadoul, ha vissuto la fine del regime di Bashar al-Assad come una liberazione. Dopo anni di guerra, violenze e repressione, la comunità, fondata da padre Paolo Dall’Oglio, ha trovato un nuovo equilibrio nel contesto di una Siria in transizione. La testimonianza di suor Houda, rilasciata il 3 ottobre 2026, racconta una storia di resistenza, dialogo e speranza, in un contesto di profonda sofferenza e di tentativi di costruire un futuro comune.

Un’esperienza di convivenza e dialogo

La comunità di Deir Mar Musa, che ospita circa 170 bambini in asilo, ha sempre cercato di vivere il dialogo con i musulmani come una vocazione, non come una scelta intellettuale. Suor Houda ha spiegato che il lavoro di padre Paolo Dall’Oglio si basa su un’idea profonda: il dialogo non è solo teorico, ma si esprime attraverso l’educazione e la condivisione nel quotidiano. La scuola di musica, fondata nel 2016, è un esempio concreto di questa visione. I ragazzi, tra i 6 e i 18 anni, seguono lezioni di musica offerte da insegnanti cristiani e musulmani, un simbolo di unità e di speranza per un futuro comune.

Un’esperienza di solidarietà e resilienza

Durante la guerra, la comunità ha sostenuto le famiglie dei villaggi affidati a padre Jacques Mourad, fornendo medicinali, latte per i bambini, affitti, cibo e contributi per gli studi. Anche i piccoli gesti quotidiani, come l’ospitalità di una donna musulmana nella cucina del monastero, sono visti come segni di dialogo autentico. Suor Houda ha sottolineato che il lavoro di padre Dall’Oglio si basa su un’idea di fraternità, che si esprime attraverso l’educazione e la condivisione. La comunità ha anche avviato un progetto per visitare le persone ferite dalla guerra, ascoltando le loro sofferenze e esprimendo solidarietà senza distinzioni di appartenenza religiosa o sociale.

La fine del regime ha rappresentato una liberazione per la comunità. Suor Houda ha espresso la gioia di poter ricordare pubblicamente padre Dall’Oglio e ringraziare Dio per il suo lavoro. La sua eredità, tuttavia, non si limita al ricordo, ma si manifesta attraverso l’impegno quotidiano per il dialogo e la costruzione di un futuro comune. La comunità, pur consapevole delle difficoltà che il Paese affronta, continua a pregare per la giustizia e la stabilità, sperando in un futuro in cui tutti i siriani possano vivere in pace.

La partecipazione delle donne alle votazioni è un segno di cambiamento nella Chiesa. La comunità ha anche avviato un progetto che riprende un sogno di padre Paolo: piccoli gruppi di cristiani e musulmani che visitano le persone ferite dalla guerra, ascoltando le loro sofferenze e esprimendo solidarietà senza distinzioni di appartenenza religiosa o sociale. La scuola di musica a Nebek accoglie 63 ragazzi tra i 6 e i 18 anni. La comunità ha sostenuto famiglie con aiuti concreti come latte per i bambini e medicinali. La sua esperienza è un segno concreto di una Siria che, nonostante tutto, continua a sperare in un futuro migliore.

  • La scuola di musica a Nebek accoglie 63 ragazzi tra i 6 e i 18 anni.
  • La comunità ha sostenuto famiglie con aiuti concreti come latte per i bambini e medicinali.
  • La partecipazione delle donne alle votazioni è un segno di cambiamento nella Chiesa.

La testimonianza di suor Houda Fadoul rappresenta un esempio di resilienza e di speranza in un contesto di profonda sofferenza. La comunità di Deir Mar Musa, attraverso il dialogo e la condivisione, cerca di costruire un futuro in cui i cristiani e i musulmani possano vivere insieme, nonostante le difficoltà del presente.