Ceuta e Melilla tornano alla normalità dopo il blocco marocchino
Le frontiere di Ceuta e Melilla hanno ripreso la normalità dopo l’intervento di sicurezza marocchino che ha arrestato circa 300 migranti.

Le frontiere delle città spagnole di Ceuta e Melilla con il Marocco hanno ripreso gradualmente la normalità domenica, dopo che Rabat ha attivato un dispositivo di sicurezza intensivo sabato per prevenire possibili tentativi di attraversamento di massa, che hanno concluso con l’arresto di circa 300 migranti, in gran parte subsahariani. La situazione, pur non essendo definitivamente risolta, mostra segni di stabilizzazione, con le autorità locali che monitorano la situazione per evitare ripetizioni di eventi simili.
Operazione di contenimento e risposta sanitaria
Durante l’operazione, le forze di polizia hanno utilizzato spruzzi, gas lacrimogeni e cani per disperdere i migranti, con l’aiuto di un elicottero. La ministra della Salute, Mónica García, ha sottolineato che non c’è stato un colapso sanitario a Ceuta, anche se alcuni servizi, come l’Urgenza e la Medicina Interna, hanno registrato un sovraccarico. Il sistema sanitario è stato mantenuto al livello 1 del piano di gestione delle emergenze esterne, con l’obiettivo di non interrompere l’assistenza alla popolazione locale e di creare circuiti differenziati per i migranti.
Nel periodo di 15 giorni, sono state accolte 5.800 persone migranti, di cui 3.500 hanno ricevuto assistenza in primaria e 2.300 in ospedale. La pressione sanitaria è diminuita, passando da 1.149 persone accolte il primo giorno a 193 registrate sabato. Il numero di pazienti ricoverati al momento è 101, di cui 28 migranti, la maggior parte con patologie leggere. Il ricovero in terapia intensiva è stato un solo caso. Il numero di posti letto disponibili è aumentato da 175 a 212, con un utilizzo del 50% circa.
Rischi epidemiologici e misure preventive
La ministra ha riconosciuto un “rischio epidemiologico moderato” per i migranti e “basso” per la popolazione locale. Sono stati rilevati 18 casi di minori con Mantoux positivo e due casi confermati di tubercolosi: uno di un giovane che aveva già ricevuto diagnosi e trattamento in Marocco e l’altro di un paziente locale che aveva suscitato sospetto per tre mesi. García ha rifiutato il legame tra immigrazione e malattie, sottolineando che i migranti non portano malattie, ma le condizioni di sovraffollamento e insalubrità potrebbero favorire l’insorgere di malattie. La ministra ha anche sottolineato che non è stato necessario richiedere ai professionisti di interrompere le vacanze o di spostare personale da aree abituali. Il ministero ha rafforzato il dispositivo con oltre 60 contrattazioni fino al 31 agosto, data in cui si valuterà se mantenerle. La ministra ha inoltre chiesto alla città autonoma di rendere disponibili spazi per ospitare i migranti in condizioni di igiene, alimentazione e isolamento, per prevenire possibili epidemie.
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