Flue 2: Fred Schott porta React per agenti al framework open source
Fred Schott presenta Flue 2, il framework open source per agenti ispirato a React, con hook e harness.

Il framework open source Flue 2, sviluppato da Fred Schott, il creatore del web framework Astro, presenta un’innovazione significativa nel campo degli agenti AI: il supporto per React-style “Agent Hooks”. Schott, noto per aver fondato Astro e per aver guidato l’acquisizione della sua azienda da Cloudflare, ha rivelato che Flue 2 è il primo rilascio stabile del progetto, basato su un’idea di composabilità ispirata a React. L’obiettivo principale del framework è permettere agli sviluppatori di creare agenti più dinamici e adattabili, in grado di gestire lo stato e le risorse in tempo reale.
Agenti e harness: il cuore di Flue
Flue si basa su un concetto chiave: l’agente necessita di un “harness”, un ambiente in cui ha accesso al contesto e alle capacità necessarie per eseguire compiti. Schott ha spiegato che l’idea di un harness è fondamentale per l’agente, poiché permette all’agente di operare autonomamente e di risolvere problemi senza dipendere da script esterni. Non esiste un agente senza un harness, ha sottolineato. Flue è costruito su Pi, un framework open source minimalista, e si presenta come una versione opinionata di Pi, aggiungendo funzionalità utili per lo sviluppo di agenti.
Flue 2: il primo rilascio stabile
Flue 2, il primo rilascio stabile del progetto, introduce il concetto di “Agent Hooks”, ispirati a React. Questi hook permettono agli sviluppatori di creare agenti dinamici, in grado di modificare la loro configurazione durante un’interazione o un workflow. Schott ha spiegato che l’idea è nata quando ha realizzato che React, con la sua capacità di composabilità, sarebbe stato un’ottima base per lo sviluppo di agenti. Non è stato ancora costruito il React per agenti, ha detto, riferendosi a un tweet precedente in cui aveva espresso l’idea di creare un framework simile a Astro o Next.js, ma dedicato agli agenti.
Flue 2 permette agli sviluppatori di creare agenti rappresentati da funzioni JavaScript, che si rirrendono ogni volta che viene effettuata una chiamata al modello. Questo approccio rende gli agenti più reattivi e adattabili, in grado di rispondere in tempo reale alle esigenze dell’utente. Schott ha anche menzionato che Flue è stato sviluppato all’interno del repository Astro, inizialmente come sistema per la triage degli issue, ma è poi evoluto in un framework completo per agenti AI.
Flue si colloca in un contesto di competizione con Vercel’s eve, un altro framework per agenti che si basa sul concetto di harness. Schott ha riconosciuto che eve è la più diretta concorrente, poiché entrambi i framework hanno sviluppato l’idea del harness come base fondamentale. Tuttavia, Flue si distingue per la sua portabilità e la sua capacità di funzionare su qualsiasi host, non solo su Vercel. I migliori strumenti sono quelli che si adattano al host, ha detto Schott, sottolineando l’importanza della flessibilità per l’adozione da parte degli sviluppatori.
Flue è stato sviluppato con l’obiettivo di offrire una soluzione open source per agenti AI, in grado di integrarsi con diverse piattaforme e infrastrutture. Schott ha anche menzionato che il framework è stato testato con l’esperienza di Claude Code, un’esperienza di codifica AI che ha guidato l’installazione del primo agente Flue. L’obiettivo finale di Flue è di diventare un’alternativa significativa per lo sviluppo di agenti AI, con un focus su dinamicità, adattabilità e portabilità.
