Fontana dell’Appiani usata come doccia da richiedenti asilo: residenti in rivolta
Fontana dell’Appiani utilizzata come doccia da profughi, residenti segnalano disagio e tensione.

La fontana di piazza delle Istituzioni all’Appiani, progettata dall’archistar Mario Botta negli anni Duemila, è diventata un punto di tensione per i residenti di Treviso. In pieno giorno, un gruppo di richiedenti asilo, per lo più di origine asiatica, ha utilizzato la fontana come bagno pubblico, con episodi che hanno suscitato proteste e preoccupazioni. Il sindaco Mario Conte ha definito la situazione «inaccettabile», chiedendo interventi a tutti i livelli per tutelare i cittadini e garantire decoro e igiene.
Fontana pubblica usata come doccia: un episodio inquietante
Un video ripreso sabato mattina mostra un richiedente asilo che si lava con il sapone, con la testa sotto il getto d’acqua e solo i mutandoni addosso. L’episodio, purtroppo, non è isolato. I residenti segnalano che la situazione si è aggravata negli ultimi mesi, con un aumento del numero di persone che stazionano nell’area. La fontana, che era destinata a un uso pubblico, è diventata un punto di contenzioso tra chi cerca un servizio essenziale e chi vive il disagio derivante da un uso improprio.
La situazione si complica con l’aumento del numero di senza fissa dimora che si stazionano nell’area.
Da quando al park Dal Negro sono iniziate le opere di blindamento, chi prima dormiva lì ha spostato la sua attività all’Appiani. Di sera, l’area è piena di giacigli di fortuna, con quaranta persone contate in una sola sera. I residenti evitano di transitare a piedi, soprattutto nelle ore serali, a causa di comportamenti aggressivi e di minacce rivolte a chi si lamenta. La tensione è alimentata anche da un gruppo di minorenni che ha scelto l’Appiani come teatro di atti di vandalismo e intimidazioni.
Chiesto intervento istituzionale per tutelare i cittadini
Il sindaco Mario Conte ha espresso la sua preoccupazione, affermando che «certe scene sono intollerabili». Ha chiesto alle autorità di trovare una soluzione, sottolineando che il Comune già fa il massimo per dare accoglienza a chi non ha casa. Tuttavia, il problema non si risolve solo con l’azione locale. Il sindaco ha anche scritto al prefetto Angelo Sidoti per denunciare la situazione in via Roma, dove una cameriera è stata aggredita da un cliente. «Serve un segnale forte», ha detto Conte, intendendo il ripristino della zona rossa.
I residenti non possono accettare un uso improprio di spazi pubblici.
La situazione all’Appiani rappresenta un caso emblematico di conflitto tra bisogni essenziali e rispetto per la comunità. I residenti, pur comprendendo la necessità di chi è in difficoltà, non possono accettare un uso improprio di spazi pubblici. La sfida è trovare un equilibrio tra accoglienza e tutela, senza lasciare i cittadini a gestire da soli un problema che riguarda tutti.
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