Frequenze in scadenza nel 2029, Agcom lancia consultazione per rinnovo non oneroso in cambio di investimenti in 5G standalone

Consultazione Agcom per rinnovo frequenze 5G fino al 2037: obblighi di investimento e copertura in aree critiche.

Operatori telecom in Italia devono investire in 5G standalone per rinnovo frequenze fino al 2037
Operatori telecom in Italia devono investire in 5G standalone per rinnovo frequenze fino al 2037

La consultazione per il rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029 è stata avviata dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom), con l’obiettivo di garantire un rinnovo non oneroso in cambio di investimenti in reti 5G standalone. L’obiettivo è favorire lo sviluppo del 5G, con particolare attenzione alle reti standalone, che permettono applicazioni avanzate come la telemedicina e la robotica industriale. La scadenza dei diritti d’uso è fissata al 2037, in linea con le bande 5G assegnate nel 2018. Gli operatori storici, come Tim, Fastweb, Vodafone e WindTre, saranno tenuti a aprire le reti al quarto operatore, iliad, e ai Mvno. Non è previsto un riequilibrio delle dotazioni spettrali.

Obblighi di investimento e copertura in aree critiche

La consultazione prevede obblighi di investimento per gli operatori beneficiari, con l’obiettivo di migliorare la copertura e la qualità dei servizi. Le reti 5G standalone dovranno garantire una velocità di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink, con una latenza non superiore a 15 ms. L’Agcom ha fissato obiettivi di copertura su un’alta percentuale di popolazione e territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree montane, rurali, strade e ferrovie, nonché ai parchi nazionali e località turistiche. Questi obiettivi dovranno essere realizzati progressivamente, con tre milestone di verifica, mutuando la metodologia del PNRR.

La decisione dell’Agcom mira a sostenere lo sviluppo del 5G standalone, con un focus su applicazioni di tipo Ultra-Reliable Low-Latency Communication (URLLC) e massive Machine-Type Communications (mMTC), necessarie per servizi come la guida autonoma e la telemedicina. Il modello adottato ricalca quello tedesco, che non dispiace agli operatori. L’obbligo di apertura delle reti a iliad e ai Mvno è parte del piano per promuovere la concorrenza. L’Agcom ha previsto un sistema di verifica ex post, con campagne di misure sul campo, come già avviene in altri Paesi UE.

Verifica ex post e roadmap temporale

La consultazione, aperta fino al 5 ottobre, è volta a definire il quadro regolatorio per il rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029. L’obiettivo è garantire una connettività adeguata per gli utenti e le imprese, anche in chiave prospettica. Gli operatori storici dovranno rispettare obblighi di investimento e di accesso a favore di altri fornitori di reti e servizi. La data del 2037 non è casuale, ma serve per armonizzare la tempistica con la scadenza dei diritti d’uso delle bande 5G.

Le modalità di esecuzione delle verifiche saranno definite dal Ministero delle imprese e del made in Italy, con il supporto di un advisor e del Tavolo Tecnico 5G. L’Agcom ha previsto un sistema di verifica ex post, con campagne di misure sul campo, come già avviene in altri Paesi UE. La consultazione è parte di un piano più ampio per l’evoluzione delle reti in Italia, con l’obiettivo di ridurre il digital divide e migliorare la copertura in aree critiche.