L’America’s Cup arriva a Napoli, un’epoca nuova per la regata più antica del mondo
L’America’s Cup si svolgerà a Napoli per la prima volta, segnando un’epoca nuova per la regata più antica del mondo.

Un’epoca nuova per la regata più antica del mondo
La 38a America’s Cup, la regata più antica del mondo, si svolgerà per la prima volta a Napoli nel 2027. Un evento che già basterebbe per definirsi epocale, considerando che il trofeo, nato nel 1851, si è disputato fino ad oggi in soli cinque Paesi: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Bermuda e Spagna. Ospitarlo in Italia, e in particolare a Napoli, rappresenta un momento di orgoglio per i tanti appassionati e un’opportunità straordinaria per dimostrare la capacità del nostro Paese di organizzare eventi sportivi internazionali di alto livello. L’evento sarà anche un’occasione per accelerare la riqualificazione dell’area di Bagnoli, restituendola alla città in modo accessibile e integrato nel tessuto urbano.
La scelta di Napoli non è casuale: il porto e l’ambiente urbano offrono le condizioni ideali per ospitare un evento di questa portata. La città, con la sua storia marittima e la sua tradizione sportiva, si conferma un luogo perfetto per accogliere una delle competizioni più prestigiose al mondo. La 38a America’s Cup non solo segna un passo avanti per la regata, ma anche per la capacità italiana di organizzare eventi internazionali di alto livello.
La partecipazione di sette team dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. L’America’s Cup Partnership (ACP), nata per riscrivere le regole del gioco, ha introdotto una governance paritaria tra i team, dando vita a una struttura più condivisa e stabile. L’ACP ha come obiettivo principale quello di attrarre più team, contenendo i costi e stabilendo regole più certe, condivise e sostenibili nel lungo periodo.
Le barche e le regole tecniche
Per Napoli 2027 sono state confermate le barche già utilizzate a Barcellona: i monoscafi foiling AC75, scafi ufficiali di Coppa, e i più piccoli AC40, anch’essi monoscafi foiling, ma One Design, e quindi uguali per tutti i team. Secondo il nuovo Protocollo, i team già presenti a Barcellona non potranno progettare da zero un AC75 e dovranno riutilizzare, se disponibili, gli scafi impiegati nella 37a America’s Cup. I nuovi iscritti potranno invece acquistare un AC75 esistente oppure costruire uno scafo basato sul progetto di una barca della precedente edizione.
Per rispettare uno degli aspetti fondanti dell’America’s Cup, che è sempre stata una sfida tecnologica, il Protocollo pone dei vincoli alla modifica degli scafi e al numero di nuovi componenti, concentrando lo sviluppo soprattutto su foil, flap, timone, vele, sistemi elettronici e di controllo. Questo approccio mira a garantire un equilibrio tra innovazione e sostenibilità, riducendo i costi e migliorando l’efficienza.
Un sistema alimentato da batterie sostituirà i cyclor. Scompariranno i cyclor, i velisti-ciclisti incaricati nel 2024 di produrre l’energia necessaria a regolare le vele e gli altri sistemi di bordo. Al loro posto sarà installato un sistema alimentato da batterie, che simulerà l’energia generata da quattro cyclor. Questo cambiamento rappresenta un passo avanti verso una regata più sostenibile e tecnologicamente avanzata.
Accanto agli AC75 resteranno gli AC40, le imbarcazioni più piccole utilizzate per le prime regate preliminari e per le competizioni dedicate ai giovani e alle donne. Nelle Preliminary Regatta disputate con gli AC40, i team potranno schierare due barche, purché una di queste sia formata da equipaggio misto giovani e donne. Questa formula promuove l’inclusione e la partecipazione di nuove generazioni, rafforzando il valore sociale dell’evento.
