L’estate 2026 in Lombardia: un record di inquinamento da ozono e un allarme per la salute

L’estate 2026 in Lombardia ha registrato un record di inquinamento da ozono, con livelli drammaticamente alti e in aumento rispetto agli anni precedenti.

L’estate 2026 nelle città lombarde si è rivelata estremamente calda e tossica, con un record di inquinamento da ozono che ha superato i limiti fissati dalla normativa europea. I dati registrati mostrano un aumento drammatico delle concentrazioni di ozono, con valori che hanno raggiunto livelli estremi e in forte aggravamento rispetto agli anni precedenti. La stagione estiva secca e calda ha favorito la formazione di smog fotochimico, un fenomeno che ha reso l’aria inquinata per quattro giorni su cinque in diverse città.

Un aumento preoccupante del metano e dell’ozono

Il metano, uno dei precursori principali dell’ozono, è stato identificato come la causa di almeno la metà delle concentrazioni di ozono misurate. Questo gas serra, in forte aumento a livello globale, deriva principalmente dagli allevamenti intensivi in Pianura Padana. L’effetto del riscaldamento climatico e l’aumento delle emissioni di metano hanno contribuito a mantenere i livelli di ozono elevati, contrariamente a quanto accade per la maggior parte degli altri inquinanti atmosferici.

La situazione è peggiorata in modo significativo rispetto agli anni precedenti, con un aumento delle ore in cui i livelli di ozono superano i limiti di sicurezza.

Monza, Bergamo e Varese hanno registrato il maggior numero di ore in cui le concentrazioni di ozono hanno superato la soglia di informazione, fissata a 180 mg/m3. A Monza, il numero di ore è stato di 117, a Bergamo 77 e a Varese 69. Inoltre, nessuna città lombarda si è mantenuta al di sotto del limite indicato dalla normativa, nemmeno Sondrio, che ha superato il limite per 43 giorni. A Brescia, Lecco, Milano, Cremona e Lodi, i valori della media giornaliera sono stati superati per oltre 90 giorni, con un impatto significativo sulla salute pubblica. La normativa europea prevede che i livelli di ozono non debbano superare i 120 mg/m3 per più di 25 giorni all’anno. Tuttavia, in queste città, i valori sono rimasti ben al di sopra di questa soglia, con conseguenze dirette sulla salute dei cittadini.

Un inquinante climatico che peggiora le condizioni ambientali

L’ozono è considerato un inquinante climatico, in quanto contribuisce all’aumento delle temperature estive della Pianura Padana. Secondo le stime dell’IPCC, gli inquinanti climatici contribuiscono per 0,5 °C-1 °C all’aumento delle temperature estive, sommando i loro effetti a quelli associati all’aumento della CO2. Inoltre, l’ozono è un gas climalterante che, a sua volta, causa un aumento delle temperature aggiuntivo rispetto a quello determinato dai gas serra persistenti. La sua formazione è legata alle reazioni chimiche tra inquinanti atmosferici come il metano, l’ossido d’azoto e le sostanze organiche volatili, innescate dalla forte radiazione ultravioletta del sole. Questo fenomeno, noto come smog fotochimico, ha reso l’estate 2026 una delle più calde e tossiche registrate in Lombardia.

“Se l’estate 2026 è solo un assaggio della crisi climatica che ci aspetta, dobbiamo prepararci a fare i conti con nuove e sempre più gravi minacce per la nostra salute causate dagli inquinanti cosiddetti climatici”, ha spiegato Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia.