Leucemia mieloide cronica: le nuove possibilità di cura e la remissione libera da trattamento

Nuove opportunità per i pazienti con leucemia mieloide cronica: la remissione libera da trattamento e le terapie mirate.

La Giornata mondiale della Leucemia mieloide cronica (LMC), celebrata il 22 settembre, ha visto l’ematologo del Sant’Anna, dottor Davide Sirocchi, spiegare le novità nella diagnosi e nella gestione della malattia. Oggi, grazie alle terapie mirate, la LMC è diventata una patologia cronica controllabile, con un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale. La diagnosi tempestiva, la terapia personalizzata e la possibilità di interrompere il trattamento in sicurezza rappresentano i passi avanti più significativi.

Le terapie mirate e la rivoluzione nella cura

Negli ultimi due decenni, l’introduzione dei farmaci a bersaglio molecolare, gli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI), ha radicalmente cambiato la storia clinica della LMC. Questi farmaci agiscono direttamente sulla proteina BCR::ABL1, responsabile della proliferazione anomala delle cellule leucemiche. Oggi disponiamo di diverse generazioni di TKI e di asciminib, un farmaco che agisce con un meccanismo d’azione diverso rispetto ai TKI tradizionali. Questo ci permette di scegliere la terapia più adatta in base alle caratteristiche del paziente, della malattia e agli eventuali effetti collaterali. La misurazione quantitativa del trascritto BCR::ABL1 nel sangue permette di monitorare in maniera estremamente sensibile la quantità di malattia residua, valutando la profondità della risposta e capendo precocemente se il trattamento sta funzionando. La conseguenza più importante è stata un cambiamento radicale della prognosi: per la maggior parte dei pazienti con LMC in fase cronica, la sopravvivenza può oggi avvicinarsi a quella della popolazione generale di pari età.

La remissione libera da trattamento: un traguardo ambizioso

La Remissione Libera da Trattamento (TFR) rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi raggiunti negli ultimi anni nella gestione della LMC. Tradizionalmente, il paziente che rispondeva alla terapia con un TKI continuava ad assumere il farmaco per tutta la vita. Oggi sappiamo invece che una parte dei pazienti che raggiunge una risposta molecolare molto profonda e stabile può interrompere il trattamento mantenendo la malattia sotto controllo.

La TFR non significa necessariamente che la leucemia sia stata definitivamente eradicata. Significa piuttosto che, dopo la sospensione della terapia, il paziente rimane in remissione senza dover assumere il TKI. Per questo è fondamentale continuare un monitoraggio molecolare molto stretto: se la malattia dovesse ricomparire a livelli clinicamente significativi, la terapia può generalmente essere ripresa con elevata probabilità di ottenere nuovamente una risposta. Non tutti i pazienti possono interrompere il trattamento. In genere si prende in considerazione la TFR nei pazienti con LMC in prima fase cronica, che abbiano ricevuto una terapia con TKI per un periodo sufficientemente lungo e abbiano mantenuto per diversi anni una risposta molecolare profonda (DMR). Circa il 40-50% dei pazienti selezionati riesce a mantenere la remissione dopo la sospensione del trattamento.

La TFR rappresenta quindi un ulteriore passo avanti: l’obiettivo della terapia non è più soltanto vivere a lungo con la malattia controllata, ma, per una parte dei pazienti, arrivare a una situazione in cui sia possibile vivere senza terapia, mantenendo però un controllo molecolare rigoroso.

Il percorso di cura all’ospedale Sant’Anna

Il paziente può accedere presso il Servizio di Ematologia dell’ospedale Sant’Anna principalmente attraverso due modalità: con impegnativa del medico di medicina generale, dopo che quest’ultimo abbia riscontrato all’emocromo un quadro sospetto per LMC, oppure tramite richiesta di specialisti ospedalieri, sempre a seguito del riscontro di alterazioni tipiche o sospette. Il medico ematologo, dopo aver visitato il paziente, prescrive gli accertamenti necessari a confermare la diagnosi e a definire le caratteristiche della malattia e del paziente. Sulla base di questi elementi viene quindi individuato il trattamento più appropriato e viene avviato un percorso di monitoraggio periodico attraverso visite mediche ed esami ematici. Una parte importante del monitoraggio viene effettuata attraverso la biologia molecolare, che consente di valutare nel tempo la risposta al trattamento mediante prelievi di sangue. In base alle caratteristiche territoriali e alle esigenze del paziente, i prelievi periodici possono essere effettuati presso i punti prelievo di Asst Lariana presenti sul territorio oppure direttamente presso il Day Hospital medico.

I medici ematologi si avvalgono inoltre del supporto e delle competenze del Laboratorio di Genetica Medica, diretto dal dottor Piergiorgio Modena, che si occupa dell’esecuzione degli esami citogenetici e molecolari. L’obiettivo