Marco Rubio e il rischio del 2028 per il sostegno venezuelano

Marco Rubio potrebbe affrontare un test politico nel 2028 a causa del controverso accordo petrolifero con Venezuela.

Un politico americano discute un accordo petrolifero con un governo venezuelano, con tensioni tra comunità e opposizione
Un politico americano discute un accordo petrolifero con un governo venezuelano, con tensioni tra comunità e opposizione

Il controverso accordo petrolifero tra gli Stati Uniti e la Venezuela ha sollevato preoccupazioni significative per il futuro politico di Marco Rubio, il segretario di Stato del presidente Trump. L’accordo, annunciato da Trump come “il più grande accordo petrolifero della storia”, ha suscitato reazioni negative da parte di leader venezuelani e di gruppi politici che sostengono la democrazia. Mentre il presidente USA celebra il deal come un successo, alcuni analisti e attivisti sostengono che questa mossa potrebbe danneggiare la carriera politica di Rubio, soprattutto se decide di candidarsi per la presidenza nel 2028.

Un accordo che divide

L’accordo, firmato con l’ex vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez, prevede lo sviluppo di 17 campi petroliferi con un potenziale di 65 miliardi di barili, con un’effettiva partecipazione del 55% degli Stati Uniti. Tuttavia, il deal ha suscitato forti critiche da parte di esponenti venezuelani e di gruppi che sostengono la democrazia. Ricardo Hausmann, un economista e ex ministro venezuelano, ha accusato il governo USA di “fare un accordo con un governo illegittimo” e di “prevenire la leader Maria Corina Machado dal tornare in Venezuela”. Queste posizioni sono state condivise da altri esponenti locali, che vedono nell’accordo un abbandono delle posizioni di Rubio, che per anni ha sostenuto una posizione ferma contro il regime chavista.

La posizione di Rubio ha suscitato tensioni con la comunità venezuelana. Mentre il presidente Trump celebra il deal come un successo, alcuni analisti sostengono che il rischio per Rubio è reale, soprattutto se il governo USA non riesce a gestire le tensioni con la comunità venezuelana e cubana. La questione si complica ulteriormente con il fatto che la leader Maria Corina Machado, una figura chiave per la democrazia in Venezuela, è rimasta fuori dal processo di transizione guidato da Washington.

Un rischio per il 2028

Le reazioni negative non si limitano al Venezuela. Un sondaggio condotto da Meganálisis ha rivelato che il 57% dei cittadini statunitensi si oppone all’idea di un controllo USA sulle risorse venezuelane. Inoltre, i mercati delle previsioni indicano che JD Vance e Marco Rubio sono i principali candidati per la presidenza del 2028, ma la posizione di Rubio sul deal potrebbe influenzare la sua candidatura. “Se decide di correre, dovrà rispondere a una domanda che già lo sta tormentando: cosa ha perso con i suoi elettori?”, ha detto Freeman, un esperto di studi latinoamericani.

La reputazione di Rubio potrebbe essere messa in discussione. Mentre il deal è stato accolto come un successo da parte del governo USA, la comunità venezuelana e cubana potrebbe non essere d’accordo, e questo potrebbe avere conseguenze significative per il futuro di Rubio. La situazione si complica ulteriormente con il fatto che il deal potrebbe non solo danneggiare la reputazione di Rubio, ma anche mettere in discussione la sua capacità di mantenere il sostegno di una base elettorale chiave.

Alcuni osservatori sostengono che il deal potrebbe essere visto come un’alternativa a una posizione più tradizionale, ma per molti, è un passo indietro. “Rubio ha passato anni a sostenere una posizione ferma contro il regime chavista, ma ora si trova a negoziare con un governo che non è visto come legittimo”, ha detto un esperto. La situazione potrebbe influenzare non solo il 2028, ma anche la sua carriera politica nel lungo periodo.