Trump e il rischio di un midterm in fiamme
Il presidente Usa si prepara a un midterm ad alto rischio, con accuse di manipolazione e minacce infondate.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si prepara a un midterm ad altissimo rischio, con una serie di dichiarazioni e azioni che mettono in discussione la sua credibilità e la stabilità del sistema democratico. L’attacco ipotetico contro l’Iran, annunciato con esattezza e senza alcun piano concreto, rappresenta solo l’ultimo episodio di una serie di comportamenti volubili e inaffidabili che hanno messo in pericolo la sua immagine e la credibilità del governo. Mentre il paese si prepara alle elezioni di metà mandato, il tycoon ha già messo le mani avanti, cercando di manipolare le mappe elettorali, evocando allarmi di sicurezza nazionale e movimenti della Guardia Nazionale, gridando ad una sempre più astrusa «minaccia comunista», accusando senza prove la Cina del furto di «220 milioni di dati» di elettori americani.
Un presidente che si contraddice a suo capriccio
Trump, noto per la sua volatilità e la sua tendenza a contraddire se stesso, ha dimostrato di non aver più il tocco magico che lo ha reso un leader popolare. L’attacco ipotetico contro l’Iran, se dovesse verificarsi, sarebbe il segno della frustrazione di un uomo a cui nemmeno il ruolo ricoperto garantisce un minimo di carisma. L’idea di un attacco nel weekend, sebbene non sia mai stata concretizzata, ha già suscitato reazioni internazionali e interno al governo. La sua immagine di Grande Bugiardo si è ulteriormente consolidata.
La sua tendenza a dichiarare senza fondamento e a ritrattare le stesse minacce ha reso i suoi concittadini e nemici mitridatizzati, non prendendo più in considerazione le sue posizioni volubili, i suoi proclami a vuoto, le minacce ritrattate. Il tutto ha contribuito a farlo diventare la macchietta di se stesso, finanche a rubare il mestiere ai comici che dovrebbero dissacrare un potere che si è dissacrato da solo. Il caso di Gianni Infantino, presidente del calcio mondiale, è emblematico: l’uomo si è messo in testa la convinzione di essere intoccabile e ha emulato Trump nei comportamenti gradassi e nelle decisioni clamorose, con conseguenze devastanti.
La democrazia avvelenata dal fumo
Trump, venditore di fumo, avvelena la democrazia con dichiarazioni e azioni che non portano a nulla. La sua immagine è diventata così impopolare che, secondo un sondaggio del Quinnipiac Polling Institute, il suo indice di consenso si attesta al 32 per cento. Il 60 per cento degli intervistati è contraria alla guerra da lui scatenata contro gli ayatollah di Teheran. Addirittura otto americani su dieci non credono nella sua capacità di portare la pace. Una ricerca del Pew Research Center ha confermato che la sua immagine è impopolare ovunque, alimentando l’ostilità nei confronti degli Stati Uniti d’America.
Il midterm, che si avvicina con 93 giorni di distanza, appare come un appuntamento ad altissimo rischio. I democratici, secondo la Cnn, sarebbero in vantaggio di otto punti rispetto ai repubblicani, cifra sufficiente per conquistare la Camera dei rappresentanti. L’economia, i prezzi della benzina sopra i quattro dollari al gallone e le mancate promesse hanno indispettito gli stessi fautori del tycoon, i bianchi “blue collar”, operai appartenenti alle più basse classi sociali. L’insieme di fattori ha reso il midterm un appuntamento ad altissimo rischio, con Trump che cerca di manipolare le mappe elettorali e di evocare allarmi di sicurezza nazionale.
