Mattia Maestri, il bambino in coma da nove anni per un formaggio contaminato

Mattia Maestri, 13 anni, è morto dopo nove anni in coma per un formaggio a latte crudo contaminato.

Bambino in coma da nove anni dopo consumo di formaggio contaminato, padre lancia battaglia per informazione
Bambino in coma da nove anni dopo consumo di formaggio contaminato, padre lancia battaglia per informazione

Mattia Maestri, un ragazzo di 13 anni, è morto dopo nove anni in stato vegetativo, conseguenza di un consumo di formaggio a latte crudo contaminato. La notizia, resa pubblica dal padre Giovanni Battista Maestri, ha suscitato un grande dolore e una riflessione su temi di salute pubblica e sicurezza alimentare. Il bambino, originario di Coredo in Val di Non, aveva contratto la sindrome emolitico-uremica (SEU) a causa di un ceppo di Escherichia coli presente nel formaggio “Due Laghi”, prodotto con latte crudo da un caseificio sociale. L’episodio, avvenuto nel 2017, ha segnato l’inizio di una lunga battaglia per la giustizia e la prevenzione.

Un caso drammatico e una battaglia civile

Il caso di Mattia ha avuto conseguenze devastanti non solo per la famiglia, ma anche per la comunità. Dopo la diagnosi, il bambino ha vissuto in uno stato vegetativo permanente, assistito quotidianamente con terapie complesse e assumendo 47 farmaci al giorno. Il padre, Giovanni Battista Maestri, ha trasformato il dolore in una battaglia civile e giudiziaria, con l’obiettivo di ottenere giustizia e promuovere una maggiore informazione sui rischi legati al consumo di prodotti a latte crudo, soprattutto per i bambini.

Un libro e una voce per la consapevolezza

Nel febbraio 2026, Giovanni Battista Maestri ha presentato in Senato il libro “La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato”, in cui ha raccolto documenti e sentenze relative alla vicenda del figlio. L’opera rappresenta un tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di mettere in luce i rischi connessi a prodotti non pastorizzati. L’autore ha spiegato come il caso di Mattia abbia dato un impulso alla sua lotta, con l’obiettivo di migliorare la comunicazione e la regolamentazione su questi alimenti.

Bambino in coma da nove anni dopo consumo di formaggio contaminato, padre lancia battaglia per informazione, immagine di approfondimento

Il parlamentare di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha espresso il suo sostegno alla battaglia del padre, sottolineando l’importanza di una maggiore informazione e di una regolamentazione più incisiva. La tragica scomparsa di Mattia Maestri impone a tutta la comunità nazionale rispetto e il dovere della riflessione, ha dichiarato Urzì, ricordando come il caso abbia contribuito a un aumento della consapevolezza sui rischi legati al consumo di prodotti a latte crudo da parte di minori e anziani. Secondo l’Istituto superiore di sanità, i bambini sotto i cinque anni sono tra i soggetti maggiormente esposti alle forme più severe dell’infezione. Il caso di Mattia ha quindi messo in luce la necessità di una maggiore attenzione e di una comunicazione più chiara sui prodotti a latte crudo, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Il formaggio “Due Laghi”, prodotto con latte crudo dal caseificio sociale di Coredo, è stato riconosciuto come fonte del ceppo di Escherichia coli che ha causato la sindrome emolitico-uremica al bambino. L’episodio ha portato a condanne definitive per due responsabili del caseificio, confermate da una sentenza della Cassazione. Il padre di Mattia ha continuato a denunciare i rischi legati al consumo di prodotti a latte crudo, lanciando una campagna di sensibilizzazione e promuovendo una maggiore regolamentazione.