Meno birra a livello globale, in Italia cresce l’analcolica per la Gen Z

La produzione mondiale di birra cala, in Italia cresce l’analcolica grazie alla Generazione Z.

Consumo di birra in calo a livello globale, in Italia cresce l’analcolica tra i giovani
Consumo di birra in calo a livello globale, in Italia cresce l’analcolica tra i giovani

La produzione mondiale di birra ha registrato un calo nel 2025, con un decremento del 0,7% rispetto all’anno precedente, segnando un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo. In Germania, il principale produttore europeo, la produzione è scesa del 6%, portando il Paese al sesto posto tra i maggiori produttori mondiali. In Italia, invece, cresce la domanda di birre analcoliche, trainata soprattutto dalla Generazione Z, che mostra un interesse crescente per alternative alcoliche o a basso contenuto di alcol.

Un mutamento di tendenza globale

Il calo della produzione non rappresenta una flessione episodica, ma un cambiamento che coinvolge i principali mercati mondiali. Secondo il rapporto di BarthHass, il maggiore commerciante mondiale di luppolo, i giovani sono i principali protagonisti di questa trasformazione. Sono sempre più orientati verso bevande analcoliche o a bassa gradazione, contribuendo a un rallentamento del settore. L’effetto si riflette sull’intera Europa, dove la produzione complessiva dell’Unione Europea è diminuita del 3,1%, con flessioni rilevanti anche in Polonia.

Le temperature e le nuove generazioni

Le estati sempre più calde influenzano il mercato, spingendo i consumatori a limitare il consumo di alcol per motivi di salute e di sicurezza. In alcuni Paesi europei, come la Francia, sono state introdotte misure temporanee per limitare il consumo negli spazi pubblici durante le ondate di calore. Inoltre, la trasformazione del mercato è guidata anche da una generazione che privilegia la salute e il benessere. Secondo le rilevazioni più recenti, il 24% dei giovani tra i 21 e i 27 anni dichiara di non bere alcolici, mentre uno su cinque sceglie abitualmente alternative analcoliche, una quota in aumento rispetto all’anno precedente.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Sociology ha evidenziato che la cosiddetta Sober Curiosity sta diventando un orientamento stabile: il 61% degli appartenenti alla Generazione Z afferma di voler ridurre in modo significativo il consumo di alcol. Le motivazioni sono molteplici, spaziando dall’attenzione alla salute al desiderio di mantenere lucidità e produttività. Questo fenomeno sta ridefinendo il mercato delle bevande, con un’attenzione crescente verso il consumo moderato senza rinunciare al gusto.

Un settore in evoluzione

La filiera brassicola in Italia mantiene un peso economico rilevante, con oltre 112mila lavoratori impiegati e un valore superiore ai 10 miliardi di euro. Pur in presenza di una lieve contrazione dei consumi complessivi, il segmento delle birre analcoliche continua ad accelerare, con una quota di mercato che è salita dal 2,1% al 3,9%. La trasformazione è evidente anche in altri mercati, dove la domanda di birre analcoliche e a basso contenuto di alcol cresce in modo significativo. Thomas Raiser, amministratore delegato di BarthHass, ha spiegato che “il consumo di birra è stagnante o in calo in molti mercati tradizionali, mentre cresce la domanda di birre analcoliche e a basso contenuto di alcol”. Questo cambiamento non solo influenzerà le strategie dei produttori, ma potrebbe anche modificare il modo in cui il settore misura la sua crescita, spostando l’attenzione verso una domanda sempre più orientata al consumo moderato.