Migranti in massa a Ceuta, quasi 100 morti e Sanchez in vacanza
Emergenza migratoria a Ceuta: oltre 100 morti e tensioni politiche. Sanchez parte per le vacanze.

La crisi di Ceuta ha raggiunto un livello di tensione senza precedenti, con quasi 100 morti tra i migranti che tentavano di attraversare la frontiera. L’emergenza, che ha visto l’arrivo di circa 60.000 persone, ha messo in discussione la capacità del governo spagnolo di gestire le frontiere e ha acceso le critiche della destra. Intanto, il premier Pedro Sanchez ha deciso di partire per le vacanze, scatenando reazioni su social e tra i politici.
La frontiera in fiamme
Il Barrio del Principe, una periferia di Ceuta, è diventato un simbolo di protesta e disperazione. I ragazzi, che avevano sognato la Spagna, tornano al “bled”, alle loro case, con rabbia fingono incontri di boxe e prendono a pugni l’aria. «Non si può lottare contro il proprio maktoub», dice Ayoub, un migrante con le gambe scorticate dagli scogli. La strage di almeno 84 annegati, con almeno 500 minorenni incastrati in una situazione di emergenza, ha reso la città un luogo di tensioni e paura.
La comunità ceutì, con 85 mila abitanti, vive un momento di incertezza e preoccupazione.
Le responsabilità e le critiche
Il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, ha definito l’arrivo in massa di migranti «un’occupazione premeditata e senza precedenti», attribuendo la responsabilità al «triplice fallimento» dell’esecutivo. «Non ha saputo proteggere le frontiere, né garantire la sicurezza», ha sottolineato. La risposta del governo, secondo Feijoo, è stata «tardiva» e «insufficiente». L’emergenza migratoria è diventata un nuovo argomento per criticare Sanchez, che ha già affrontato accuse giudiziarie. La crisi ha anche messo in luce le disuguaglianze estreme tra i due lati della frontiera. «Di qua stipendi da 1.500 euro, di là 280», spiega Nicola Cecchi Bisoni, assessore al Commercio, sport e turismo. «Come fai a fermarli? Nemmeno quella tra Messico e USA è così». La situazione ha reso difficile il lavoro di Ceuta, che aveva mirato a diventare un centro turistico di alta gamma.
La politica e le vacanze
Nel pieno della crisi, il premier ha deciso di partire per Lanzarote, pubblicando una playlist di musica e libri consigliati per l’estate. Una decisione che ha scatenato una valanga di critiche sui social. «Non si può negare che la gente ha paura», dice Cecchi. «Tutto è perduto». La cooperazione con Rabat, evitando qualsiasi rottura diplomatica, è diventata una priorità per il governo, ma non ha placato le tensioni interne. La situazione a Ceuta rappresenta un momento di grande sfida per Pedro Sanchez, che dovrà affrontare le critiche non solo per la gestione della crisi, ma anche per la sua politica estera e la sua leadership. La frontiera, simbolo di disuguaglianza e di tensioni, continua a essere un punto di contenzioso tra il governo e la popolazione locale.
