Mmx esplorerà le lune di Marte e raccoglierà campioni per la Terra

La missione Mmx, lanciata da Jaxa, esplorerà le lune di Marte e raccoglierà campioni da Phobos per analizzarli sulla Terra.

La missione Mmx, lanciata il 19 ottobre 2026 dal Tanegashima Space Center in Giappone, è sulla rampa di lancio per esplorare le lune di Marte e raccogliere campioni da Phobos, la più grande delle due lune marziane, per portarli sulla Terra. La missione, guidata dalla Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa), collabora con la NASA, l’Agenzia spaziale europea (Esa), l’agenzia francese Cnes e il Centro aerospaziale tedesco (Dlr), rappresenta un passo significativo nella ricerca scientifica spaziale. La sonda, che partirà alle 4:41 ora locale, è la prima a raccogliere campioni da Phobos e a portarli sulla Terra, dove saranno analizzati nei laboratori più avanzati.

Le fasi della missione

La missione Mmx seguirà diverse fasi chiave: nel mese di agosto 2027 entrerà in orbita attorno a Marte, mentre a settembre dello stesso anno entrerà in orbita attorno a Phobos. Dopo aver osservato la superficie marziana e individuato i siti di atterraggio e campionamento, la sonda rilascerà il rover Idefix, che atterrerà su Phobos. La sonda principale raccoglierà campioni da due zone diverse della luna, di due tipi diversi, e li trasporterà in un modulo di ritorno. Questo modulo inizierà il viaggio verso la Terra nel novembre 2030, sorvolando Deimos e Marte lungo il percorso, e raggiungerà la Terra nel 2031.

Analisi scientifica e tecnologie innovative

La capsula, che ha un diametro di circa 60 centimetri, è dotata di uno scudo termico per resistere al rientro nell’atmosfera terrestre. Dopo l’atterraggio in Australia, i campioni saranno trasferiti all’Istituto di scienze spaziali e astronautiche (Isas) della Jaxa, a Sagamihara, vicino a Tokyo, dove saranno analizzati. Gli scienziati europei, attraverso l’Esa, collaborano con Cnes e Dlr per pubblicare bandi che permetteranno ai ricercatori di studiare i campioni raccolti. Portare i campioni nei nostri laboratori più sofisticati sulla Terra moltiplica le possibilità di fare nuove scoperte, spiega Elliot Sefton-Nash, Project Scientist della missione Mmx all’Esa.

Le lune di Marte, Phobos e Deimos, sono ancora pressoché inesplorate. Nonostante il gran numero di missioni inviate verso il Pianeta rosso, le conoscenze attuali si basano principalmente su osservazioni da distanza. La missione Mmx, con i suoi 11 strumenti scientifici, sarà la prima a orbitare attorno a Phobos e a raccogliere campioni da una luna diversa dalla nostra. La sonda principale è dotata di una carotatrice e di un campionatore pneumatico, mentre il rover Idefix, del peso di 25 kg, avrà il compito di analizzare la composizione della superficie di Phobos e preparare l’atterraggio della sonda.

La missione Mmx rappresenta un’opportunità unica per rispondere a domande fondamentali sulla formazione e la composizione delle lune di Marte, nonché sul loro potenziale per l’abitabilità nel Sistema solare. Gli scienziati potranno studiare i campioni per anni, utilizzando strumenti sempre più avanzati. La missione, che impiegherà circa un anno per raggiungere Marte, è un esempio di collaborazione internazionale e di innovazione tecnologica nel campo dell’esplorazione spaziale.

La missione Mmx è un passo avanti nella comprensione del Sistema solare, grazie alla sua capacità di raccogliere e analizzare campioni da Phobos. Questi dati potranno aiutare a rispondere a domande come: «Da dove provengono le lune di Marte?», «Che cosa possono rivelarci sull’abitabilità nel Sistema solare?» e «Come sono cambiati Marte e il suo ambiente nel corso del tempo?». La missione è un esempio di come la collaborazione internazionale possa portare a scoperte significative nel campo dell’esplorazione spaziale.