Moussa Sangare ritratta l’omicidio di Sharon Verzeni, dichiara di aver paura del suo assassino
Moussa Sangare, reo confesso dell’omicidio di Sharon Verzeni, ritratta l’omicidio e afferma di aver paura del suo assassino.

Il reo confesso dell’omicidio di Sharon Verzeni, Moussa Sangare, ha dato un colpo di scena durante l’udienza di conferimento dell’incarico per la perizia psichiatrica a Bergamo. L’uomo, 31 anni, ha rilasciato dichiarazioni inaspettate, affermando di non aver ucciso la ragazza e di aver paura del suo assassino. L’evento si è svolto il 18 marzo 2025, in un contesto che vede il processo in fase di sviluppo e la necessità di chiarire l’ipotesi di instabilità mentale.
Una ritrattazione inaspettata
Di fronte ai giudici, Moussa Sangare ha espresso una serie di dichiarazioni che hanno lasciato perplessi e scioccati i presenti in aula. L’uomo ha affermato di non essere stato lui a uccidere Sharon Verzeni, e ha spiegato di aver sotterrato il coltello usato per l’omicidio, nonché di aver buttato i vestiti nel fiume per paura di essere individuato dall’assassino. “Non ci sono prove che sia stato io a uccidere Sharon”, ha aggiunto, cercando di spiegare le sue azioni con una logica che appare confusa e incoerente.
Le parole di Sangare hanno suscitato una reazione forte da parte dei genitori della vittima, presenti in aula. “Ci vuole coraggio e sfrontatezza per dire quelle falsità”, hanno commentato, esprimendo la loro profonda delusione e preoccupazione. L’uomo, che ha parlato in un italiano confuso e con un accento bergamasco, ha anche dichiarato di non aver video che lo riprendesse mentre commetteva l’omicidio, e di aver parlato per paura di essere riconosciuto dopo giorni passati in caserma senza dormire.
La prossima udienza e la perizia psichiatrica
Nel corso dell’udienza, è stato conferito l’incarico per la perizia psichiatrica alla dottoressa Giuseppina Paulillo, che si è riservato un periodo di 90 giorni per effettuare l’analisi. La perizia sarà dirimente per il corso del processo, che potrebbe portare a una condanna con l’ergastolo per Sangare. La prossima udienza è fissata per il 22 settembre, quando sarà depositata la perizia.
L’avvocato della famiglia Verzeni, Luigi Scudieri, ha espresso un’opinione diversa, affermando che l’intervento di Sangare dimostra la sua lucidità. “Prendiamo atto della sua ritrattazione, ma questo dimostra che è pienamente capace di difendersi”, ha detto Scudieri, sottolineando che la ritrattazione è stata molto circostanziata.
La situazione rimane in sospeso, con una serie di domande non risolte. La dichiarazione di Sangare potrebbe essere un elemento cruciale per il processo, ma il suo effetto dipenderà dal risultato della perizia psichiatrica. Mentre i familiari di Sharon Verzeni attendono con ansia, il caso rimane un esempio di come le dichiarazioni di un reo confesso possano aprire nuove prospettive, ma anche creare ulteriore incertezza.
