Nova, stella o buco nero? Il programma M5S e le sue radici sovietiche
Il programma M5S di Nova solleva dubbi su costi e risorse, con riferimenti a politiche sovietiche e Keynes.
Il programma del Movimento 5 Stelle, presentato di recente e letto da Gianfranco Polillo, suscita dibattito per la sua portata e per le implicazioni economiche. Il documento, intitolato “Nova, stella lucente o buco nero?”, propone 20 punti che, se attuati, potrebbero richiedere risorse e costi significativi. Polillo, nel commento, mette in luce come molte delle proposte non si basino su una visione economica moderna, ma sembrino ripetere idee di origine sovietica. L’analisi si concentra su come il programma non si distingua per una filosofia liberale o riformista, ma per una visione che sembra più vicina a una pianificazione statale rigorosa, con conseguenze potenzialmente gravi per l’economia italiana.
Un’idea economica radicata nel passato
Il commento di Polillo sottolinea come il programma M5S non segua le ricette di economisti come John Maynard Keynes, John Stuart Mill o Leonard Hobhouse, ma si avvicini a una visione più ortodossa, con tratti di una vecchia società sovietica. Secondo l’autore, se in passato si fossero seguite le idee di Keynes, forse si sarebbe evitato il nazismo e il secondo conflitto mondiale. Tuttavia, nel programma attuale, il respiro di Deng Xiaoping, il padre della moderna economia cinese, sembra essere ridotto a un “vagito sommesso”, mentre si fa capolino una visione più centralizzata e controllata. Questo, secondo Polillo, potrebbe portare a una gestione dell’economia che, se non ben bilanciata, potrebbe generare gravi conseguenze.
Le proposte del programma sembrano non considerare i costi e le risorse necessarie. Polillo ricorda come, nel caso del bonus edilizio del 110%, il maggior debito accumulato a favore di una ristretta platea di beneficiari (il 4% di case, ville e castelli) è stato pari al 20,1 punti di Pil. Inoltre, il rapporto debito/Pil è oggi superiore di quasi 3 punti rispetto al 2019. Questo scenario, se ripetuto, potrebbe portare a un aumento del debito di 332 miliardi di euro in un solo anno.
Una politica estera in cerca di un’identità
Il programma M5S non si limita alle questioni interne. Polillo osserva come l’Unione Europea venga menzionata solo di striscio, mentre si fanno appelli a una politica estera “comune” che, secondo il documento, dovrebbe includere un’opposizione a un piano di rafforzamento della difesa dell’UE. L’idea di un’Europa che si distacca dal supporto americano e si orienta verso un’alleanza con il Cremlino è vista come una scelta strategica, ma anche come un rischio. L’analisi sottolinea come il documento non si preoccupi di condannare le azioni di Israele, ma si concentrino su un’antagonismo verso il governo Netanyahu, che potrebbe essere visto come un’apertura all’antisemitismo.
Il documento non si preoccupa di condannare le azioni di Israele, ma si concentra su un’antagonismo verso il governo Netanyahu, che potrebbe essere visto come un’apertura all’antisemitismo. Il commento conclude con un richiamo alle conseguenze di una politica estera non ben definita, che potrebbe portare a un’escalation di conflitti e a un allontanamento dall’Occidente.
