Ambiente, il Pd: “Semplificare o tutelare? La sfida del coordinamento tra competenze e obiettivi”
Il Pd critica la mancanza di coordinamento tra competenze ambientali e obiettivi di tutela nel Trentino.
La consigliera provinciale del Partito Democratico, Michela Calzà, ha espresso preoccupazione per la mancanza di un piano chiaro e coordinato per la tutela dell’ambiente nel Trentino. Secondo Calzà, l’assessora Zanotelli ha annunciato un disegno di legge per semplificare le procedure, ma non si è ancora chiarito dove e su quali criticità si basa questa semplificazione. La consigliera sottolinea che la burocrazia, spesso vista come un ostacolo, è un avversario comodissimo quando non è definita. La revisione dello Statuto d’Autonomia ha dato al Trentino la competenza sull’ambiente, ma la materia è frammentata tra tre assessorati, rischiando di ostacolare il coordinamento.
La tutela dell’ambiente non è un settore separato
L’ambiente, secondo Calzà, non è un settore separato dal resto, ma il sistema nel quale vivono le persone e operano le attività economiche. Tutelarlo significa proteggere salute, acqua, suolo, paesaggio, biodiversità e sicurezza del territorio. Significa creare le condizioni perché anche l’economia possa durare nel tempo. La consigliera sottolinea che la strategia di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico richiede un sistema coordinato di azione e misure, considerata l’urgenza di dare concreta attuazione alla Strategia provinciale.
La semplificazione non deve diventare una scorciatoia per evitare la complessità. La consigliera ha sottolineato che la semplificazione, se utile, deve rendere l’amministrazione più efficiente. Se invece serve a semplificare la complessità dei problemi, più che una politica ambientale diventa una comoda scorciatoia. La mancanza di obiettivi chiari e di una strategia complessiva rischia di compromettere la tutela del territorio.
Un’altra contraddizione: la mancanza di obiettivi chiari
C’è un’altra contraddizione, afferma Calzà. L’assessora Zanotelli afferma di voler costruire una “strategia complessiva”, ma quando le viene chiesto quali siano le priorità, cita acquedotti, irrigazione, ricerca e fitopatie. Sono temi importanti, ma non esauriscono certo la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Non vengono indicati obiettivi in materia di biodiversità, habitat, consumo di suolo, qualità ecologica dei corsi d’acqua, aree protette, connettività ecologica, emissioni, adattamento climatico e ripristino degli ecosistemi degradati.
La frammentazione delle competenze ostacola il coordinamento. Oggi, invece, le competenze ambientali sono frammentate tra tre assessorati, con i rispettivi dipartimenti e servizi. Una suddivisione che rischia di ostacolare il coordinamento: strutture e uffici potrebbero lavorare con maggiore efficacia se facessero riferimento a un’unica regia politica. La consigliera ha presentato un’interrogazione per verificare quanto la Provincia sia davvero presente accanto ai Comuni, un documento per approfondire la situazione delle 222 riserve locali e delle reti di riserve: piani di gestione, monitoraggi, risorse e criticità. Prima di annunciare nuove semplificazioni, la Giunta deve chiarire se abbia messo gli enti locali nelle condizioni di tutelare concretamente il territorio. La sfida, quindi, non è solo quella di semplificare, ma di coordinare e dare un senso chiaro e concreto alla tutela dell’ambiente nel Trentino.
