Nuove consulenze per riaprire il caso Denise Pipitone
Nuove consulenze per riaprire il caso Denise Pipitone, dopo vent’anni di ricerca.

Il caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa il 1 settembre 2004 a Mazara del Vallo, ha visto un nuovo sviluppo con l’apertura di nuove consulenze legali e scientifiche. L’ex marito di Piera Maggio, la madre della bambina, Tony Pipitone, ha chiesto al tribunale di Marsala l’apertura di un’indagine per riaprire il caso, avvalendosi di consulenze di esperti. L’obiettivo è cercare nuove tracce per trovare la bambina, che si ritiene ancora viva dopo vent’anni di ricerca.
Consulenze per un nuovo approccio al caso
Le consulenze, depositate ieri al tribunale di Marsala, sono state firmate da figure di spicco nel campo criminologico e forense. Tra i firmatari c’è Antonella Pesce Delfino, una criminologa che ha avuto un ruolo chiave nella riapertura del caso dell’omicidio di Nada Cella. L’investigatore Giuseppe Asaro e l’esperta in scienze forensi Katia Sartori hanno partecipato al lavoro, con l’ultimo contributo di Sartori che include perizie grafiche. L’obiettivo è valutare nuove ipotesi e raccogliere dati per supportare l’indagine.
Una segnalazione che ha cambiato il corso delle indagini
Una delle prime segnalazioni importanti sul caso fu quella di una guardia giurata, Felice Grieco, che riprese con un telefonino a Milano una bambina molto somigliante a Denise. La bambina, che parlava con intonazione tipicamente siciliana, era eccessivamente coperta per la stagione e si trovava in un gruppo di presunti rom o sinti. Questa segnalazione ha dato impulso all’ipotesi di un passaggio di mano, secondo cui Denise sarebbe stata consegnata a qualcuno, finendo per credere negli anni che quella fosse la sua vera vita.
La famiglia di Denise, attraverso i canali social, ha cercato di risvegliare i ricordi postando oggetti con cui la bimba aveva familiarità, come il pupazzo dell’angelo Serafino, dono del papà di Denise, Piero Pulizzi. La nuova segnalazione, arrivata in coincidenza con l’apertura di un’indagine per interferenza illecita nella vita privata, ha riacceso l’interesse per il caso. La mamma di Denise, Piera Maggio, ha trovato alcune cimici durante i lavori di casa, e l’indagine aperta ha portato a considerare l’ipotesi che non si trattasse di microspie piazzate vent’anni fa, ma di un’altra figura interessata a monitorare la famiglia.
Il caso di Denise Pipitone, pur essendo ormai un’inchiesta di lunga data, continua a suscitare interesse e speranza. La famiglia, con l’aiuto di esperti e segnalazioni, cerca ancora una volta di trovare tracce della bambina, che si ritiene potrebbe essere una donna oggi, quasi certamente ignara della sua origine e della sua famiglia. La ricerca non si ferma, e le nuove consulenze rappresentano un passo importante per cercare di risolvere un mistero che ha segnato la vita di una famiglia per vent’anni.
La famiglia non ha mai smesso di cercare Denise.
Le segnalazioni continuano a arrivare, anche dopo vent’anni.
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La mamma di Denise, Piera Maggio, ha trovato alcune cimici durante i lavori di casa, e l’indagine aperta ha portato a considerare l’ipotesi che non si trattasse di microspie piazzate vent’anni fa, ma di un’altra figura interessata a monitorare la famiglia. L’apertura dell’indagine contro ignoti per interferenza illecita nella vita privata ha dato ulteriore impulso al caso, con nuove segnalazioni che hanno riacceso l’interesse per la ricerca.
