Vendita Conocchia a privati, centinaia di firme chiedono intervento dello Stato
Appello per la salvaguardia del patrimonio storico della Conocchia a Napoli: centinaia di firme chiedono intervento dello Stato.

La vendita del complesso storico dell’ex Convitto Pontano alla Conocchia, nel Rione Sanità di Napoli, ha suscitato un forte dibattito tra cittadini, esperti e istituzioni. L’immobile, di pregevole valore storico e architettonico, è stato aggiudicato in sede di vendita forzata per un importo di circa 1,2 milioni di euro, nonostante la perizia di stima endoprocedimentale avesse attestato un valore di mercato non inferiore a 17 milioni di euro. L’evento ha scatenato un appello da parte di centinaia di firme, raccolte da iniziative civili, che chiedono l’intervento dello Stato per salvaguardare il bene e garantirne la fruizione pubblica.
Un patrimonio storico a rischio
La Conocchia, originata nel XVIII secolo come casa di villeggiatura e ritiro estivo per i convittori della Compagnia di Gesù, ha visto nel tempo una serie di destinazioni: ospedale, istituto scolastico e luogo di sperimentazione medica. Il complesso, formalmente sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica, rappresenta un elemento chiave per la storia e l’identità del quartiere. La sua vendita a privati, se non interrotta, potrebbe metterne a rischio la conservazione e la fruizione collettiva.
Diritto di prelazione e urgenza istituzionale
Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 42/2004, l’efficacia del trasferimento della proprietà è condizionata al mancato esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato e degli enti territoriali. Il termine perentorio di sessanta giorni, decorrente dalla ricezione della formale denuncia di alienazione, è stato fissato per permettere a istituzioni come il Ministero della Cultura, la Regione Campania, la Città Metropolitana di Napoli e il Comune di Napoli di esercitare tale diritto. L’appello, lanciato da un gruppo di cittadini e esperti, chiede un intervento immediato per acquisire il bene al patrimonio pubblico.
Il valore economico dell’operazione è considerato straordinario, non solo per l’importo dell’asta, ma anche per la differenza tra il prezzo di aggiudicazione e il valore peritale. L’acquisto dello Stato, inoltre, potrebbe rappresentare un investimento strategico per la rigenerazione del quartiere e per la valorizzazione del patrimonio storico. L’immobile, inoltre, potrebbe essere utilizzato per scopi sociali, come studentato per universitari italiani e stranieri, con spazi dedicati all’ospitalità e alla formazione.
Un appello con centinaia di firme
L’appello, promosso da un gruppo di cittadini e esperti, ha raccolto centinaia di firme, tra cui quelle di personaggi come Franco Roberti, Maurizio de Giovanni, Dino Falconio e altri. L’iniziativa, coordinata da un notaio, ha visto la partecipazione di diversi settori della società civile, con l’obiettivo di salvaguardare il bene e garantirne la fruizione pubblica. L’immobile, inoltre, è considerato un elemento chiave per la rigenerazione socio-economica del Rione Sanità, in quanto collocazione strategica tra il centro antico di Napoli e la zona collinare.
La Conocchia, con il suo parco verde e gli spazi esterni, rappresenta un polmone ecologico da sottrarre all’incuria e restituirlo all’uso pubblico. L’appello, inoltre, chiede una rifunzionalizzazione del complesso, con l’obiettivo di creare spazi per attività culturali, artistiche e sportive, nonché per la comunità locale. L’interesse per il bene è stato espresso da diversi settori, tra cui l’istruzione, la cultura e la salute, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e sociale. La situazione, se non interrotta, potrebbe portare a un rischio concreto per la conservazione del bene e per la sua utilità per la comunità. L’appello, quindi, rappresenta un tentativo di salvaguardare un elemento chiave del patrimonio storico napoletano, con l’obiettivo di garantirne la fruizione pubblica e la valorizzazione sociale.
