Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio

Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio, il Tribunale di Bergamo valuta la richiesta di rianalisi.

Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio
Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio

Il Tribunale di Bergamo ha fissato al 5 ottobre la discussione dell’istanza presentata dai difensori di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. La richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, chiede l’autorizzazione allo svolgimento di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti. L’istanza è stata presentata dopo un anno di osservazione di documenti e materiali raccolti nel corso dell’indagine iniziale.

Accertamenti su reperti e campioni biologici

La difesa di Bossetti ha accesso, per la prima volta, al profilo genetico di Yara Gambirasio e a quasi 25mila campioni raccolti durante la caccia all’assassino. Tra questi, la traccia genetica 31G20, rintracciata negli slip della vittima, ha dato il nome e il volto di Massimo Bossetti. Oltre a questo, i difensori hanno potuto esaminare foto ad alta risoluzione degli indumenti che Yara indossava, tra cui slip, biancheria, leggings, felpa, giubbotto, calze e scarpe.

La richiesta di nuovi accertamenti si concentra soprattutto sugli indumenti della vittima, in particolare l’area degli slip dove fu rintracciata la traccia genetica 31G20. Questa pietra miliare ha portato all’accusa e alla condanna del muratore di Mapello. La difesa, però, ha espresso un certo imbarazzo e dubbi su quanto ha visto, sottolineando che non è riuscita a credere a ciò che ha osservato.

La difesa lancia un appello per chiarimenti

“Questo incidente di esecuzione è il risultato dell’osservazione della documentazione fotografica ad alta risoluzione e dei reperti che abbiamo potuto vedere ma non esaminare”, ha detto la difesa Salvagni. “Come difensori nutriamo un certo imbarazzo se pensiamo a quello che abbiamo trovato. Fatichiamo a credere a quello che abbiamo visto.” La nostra speranza è che qualcuno dia le opportune spiegazioni, perché altrimenti sarebbe davvero grave.

Un anno di osservazione e nuove possibilità

Il dispositivo del Tribunale di Bergamo, datato 17 giugno 2025, conferma l’approvazione della richiesta di accertamenti. La difesa di Bossetti, con il consulente genetista forense Marzio Capra, ha potuto finalmente esaminare i reperti e i campioni biologici che avevano a disposizione solo in forma fotografica. La richiesta di nuovi accertamenti potrebbe aprire nuove possibilità di chiarimento nel caso, che ha segnato la vita di una tredicenne e ha cambiato la vita di un uomo condannato all’ergastolo.

Yara Gambirasio aveva tredici anni e fu ritrovata senza vita il 26 febbraio 2011 in un campo incolto di Chignolo d’Isola, a una decina di chilometri da Brembate di Sopra. La sua scomparsa fu avvenuta la sera del 26 novembre 2010. La difesa di Bossetti ha potuto finalmente esaminare i reperti e i campioni biologici che avevano a disposizione solo in forma fotografica, dopo quasi sei anni dalla richiesta iniziale.