Paesi del Sud Globali si dividono tra USA e Cina nell’AI
Paesi del Sud Globali si dividono tra Usa e Cina nell’AI, cercando tecnologie migliori.
Paesi del Sud Globali si dividono tra USA e Cina nell’ambito della tecnologia AI, cercando di ottenere i vantaggi di entrambi i superpotenti. Mentre Washington cerca di limitare l’influenza cinese, molti governi preferiscono un approccio bilaterale, scegliendo tecnologie americane per alcuni aspetti e cinesi per altri. Questa strategia, detta “giocare entrambi i lati”, si sta diffondendo in regioni come America Latina, Asia Centrale e Sud-Est asiatico, complicando la competizione tra i due paesi. La situazione si complica ulteriormente con l’espansione delle infrastrutture AI in paesi come Arabia Saudita, Brasile e Kazakistan, dove le scelte tecnologiche si intrecciano con relazioni diplomatiche.
Strategia di diversificazione tecnologica
La strategia di diversificazione tecnologica si basa sulla volontà di molti paesi di non dipendere esclusivamente da un singolo fornitore. In Brasile, ad esempio, un investimento di circa 444 milioni di dollari è stato diviso tra tecnologie cinesi e americane, con un focus su supercomputer sviluppati in collaborazione con Huawei e Nvidia. Questo approccio permette ai paesi di mantenere la sovranità tecnologica, evitando di essere troppo legati a un solo sistema. “Molte nazioni vogliono il meglio di entrambi i mondi”, ha detto Kyle Chan, un esperto del John L. Thornton China Center del Brookings Institution.
Le scelte tecnologiche e le relazioni diplomatiche
Le scelte tecnologiche si intrecciano con le relazioni diplomatiche, rendendo la competizione tra USA e Cina sempre più complessa. In Arabia Saudita, ad esempio, il modello AI Humain-m3 è basato su un sistema open-source cinese, ma il paese investe in infrastrutture AI con aziende americane come Nvidia. Jesse Marks, studioso del Middle East presso l’Università Nazionale Australiana, ha sottolineato che per alcuni paesi, come il Regno Unito, la scelta di tecnologie cinesi potrebbe essere “naturale” se i risultati sono migliori, anche se comporta conseguenze politiche con Washington.
Washington, però, ha un vantaggio in settori chiave come semiconduttori avanzati, infrastrutture cloud e hardware di rete, dove le tecnologie americane sono difficili da sostituire. Tuttavia, i paesi che non possono permettersi le tecnologie americane o non hanno fiducia in loro tendono a optare per le soluzioni cinesi. “Fuori dal network di partner americani fidati o che possono permetterselo, è l’AI cinese”, ha detto Marks. Questo fenomeno ha reso più difficile per gli Stati Uniti mantenere un controllo totale sull’innovazione AI globale.
Competizione tra iniziative USA e Cina
Le iniziative USA e Cina si stanno sviluppando in parallelo, ma con obiettivi diversi. Il programma Pax Silica, lanciato dagli Stati Uniti, mira a costruire catene di approvvigionamento AI sicuri, mentre WAICO, l’organizzazione cinese, si presenta come un ente di governance complementare all’ONU. “Cina vorrebbe che i paesi scelgano, ma penso che un ultimatum sia irrealistico in questa fase”, ha detto Arindrajit Basu, ricercatore presso l’Università di Leiden. Questo atteggiamento di moderazione potrebbe portare a una diplomazia basata su norme, che gradualmente incoraggia i paesi a utilizzare prodotti cinesi e a partecipare a iniziative di capacità tecnologica cinese.
Nonostante le tensioni, molti paesi preferiscono mantenere la loro indipendenza tecnologica e diplomatica. “Washington potrebbe incoraggiare i paesi a scegliere un lato, ma il risentimento crescerà”, ha avvertito Chan. Paesi come Singapore, che è un firmatario fondatore di Pax Silica, stanno valutando l’adesione all’organizzazione cinese, mostrando come la competizione tra USA e Cina si estende a livello globale. La situazione rimane in movimento, con nuove scelte tecnologiche e relazioni diplomatiche che si formano ogni giorno.
