Piccoli comuni in crisi: Anci Sicilia chiede risorse, personale e una nuova normativa

Anci Sicilia lancia appello per salvaguardare i piccoli comuni: servono risorse, personale e una normativa più semplice.

Anci Sicilia ha lanciato un forte appello durante un incontro all’Ars a Palermo, denunciando che il sistema dei piccoli comuni è in crisi e richiede interventi urgenti. L’associazione ha sottolineato la necessità di risorse, personale e una nuova stagione normativa per salvaguardare i territori dell’Isola. L’incontro, molto partecipato nella sala Pio La Torre, ha visto la partecipazione di sindaci, esperti e rappresentanti istituzionali, che hanno espresso preoccupazioni per la desertificazione demografica e la mancanza di servizi essenziali.

Un patrimonio in pericolo

I piccoli comuni della Sicilia rappresentano un tessuto demografico e sociale fondamentale, ma oggi sono ridotti alla marginalità totale a causa di denatalità, migrazioni e mancanza di infrastrutture. Anci Sicilia ha evidenziato come gli enti locali operino ancora con una normativa complessa e anacronistica, inadeguata a una realtà locale in crisi. La situazione è aggravata da piante organiche ridotte all’osso, dissesti finanziari e continui piani di riequilibrio. La proposta dell’associazione è di ridisegnare la mappa territoriale, superando la logica dei piccoli centri isolati e promuovendo Unioni di Comuni in grado di gestire in comune uffici tecnici, scuole, trasporti e servizi sociali.

Un piano strategico per il ripopolamento

Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha sottolineato l’urgenza di smettere di lottare per difendere l’esistente e iniziare a strutturare un piano strategico per il ripopolamento. “Come si può chiedere a una famiglia di restare o di trasferirsi in un piccolo Comune se mancano i servizi sanitari, se la pubblica istruzione è a rischio, se chiudono gli uffici postali e gli sportelli bancari?” ha detto. Il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, ha aggiunto che non è tollerabile restare ancorati a un sistema burocratico rigido che impedisce di assumere persino quelle pochissime figure professionali necessarie a erogare i servizi minimi.

La Consulta piccoli comuni di Anci, rappresentata dal coordinatore nazionale Alessandro Santoni, ha ricordato che i comuni piccoli costituiscono circa il 70% dei comuni italiani. Santoni ha presentato i cinque punti del manifesto di Anci, tra cui lo sblocco dei contributi per le piccole e medie opere contro il dissesto idrogeologico e l’isolamento, la stabilizzazione dei lavoratori del Pnrr, deroghe per assumere tecnici e assistenti sociali, un pool flessibile di segretari comunali e aiuti per i bilanci in crisi. La burocrazia snella è considerata un elemento chiave per migliorare l’efficienza e la capacità di risposta dei comuni.

Ad aprire i saluti istituzionali sono stati il sindaco di Mirto, Maurizio Zingales, l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Antonio Rini, e l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica, Francesca Garigliano. L’incontro è stato moderato dal segretario generale della Città metropolitana di Palermo, Francesco Fragale. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione e chiamata d’urgenza per salvaguardare i territori e i servizi essenziali dei piccoli comuni. La sfida è grande, ma l’impegno degli amministratori e degli esperti dimostra una volontà concreta di cambiamento.