Un ponte culturale tra Torino e Gwangju: la mostra Adapted Sceneries

Mostra in Corea tra arte e architettura, un dialogo tra Torino e Gwangju.

Da Torino a Gwangju, un viaggio culturale che si svolge attraverso la mostra Adapted Sceneries, in corso al Gwangju Museum of Art (GMA) in Corea del Sud fino al 15 novembre 2026. L’iniziativa, frutto di un accordo tra la città di Torino e Gwangju, rappresenta un’importante collaborazione tra due centri culturali, con un focus su arte, architettura e paesaggio. La mostra, curata da Davide Quadrio e Anna Musini, si inserisce in un progetto bilaterale che ha visto il Museo d’Arte Orientale di Torino (MAO) fungere da “gateway” per la connessione con il mondo asiatico. L’evento, che si svolge in parallelo alla Biennale, è il secondo capitolo di un’esperienza iniziata nel 2022 con la mostra Rabbit Inhabits the Moon al MAO.

Un dialogo tra arte e architettura

La mostra Adapted Sceneries si articola in due sezioni: una dedicata alla tradizione della pittura di paesaggio e alla sua evoluzione in Corea, con particolare attenzione alla regione di Gwangju, e una seconda che esplora le rivolte del 1980 e il processo di democratizzazione del Paese. L’obiettivo è sottolineare la creatività e il panorama culturale promossi da Torino e Piemonte, partendo dall’eccezionalità dell’Unità Residenziale Ovest Olivetti a Ivrea, progettata da Gabetti e Isola nel 1970. Questa struttura, detta Talponia, è vista come un “solco umano nel paesaggio”, un simbolo di connessione tra natura e architettura.

Artisti e tecnologie che abitano il quotidiano

La mostra presenta opere di artisti come Giuseppe Penone, Alessandro Sciarroni e Caterina Barbieri, che esplorano il rapporto tra paesaggio naturale e essere umano. La serie di video Ephemeris di Penone cattura i gesti dell’atto artistico, rivelando l’interazione tra corpo, materia e ambiente. La performance U., scritta da Sciarroni con musica di Aurora Bauzà e Pere Jou, si presenta come un inno di gratitudine per la natura, trovando paralleli con il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. Caterina Barbieri, con la sua My Beyond, crea un’esperienza sensoriale in cui il suono diventa un luogo di riflessione, in dialogo con Talponia e la sua storia.

Il progetto di allestimento, curato da Marco Rainò, si basa sul concetto di “scenario adattivo”, riproponendo in scala 1:1 la geometria di una unità abitativa di Talponia. L’allestimento, con una bicromia bianco-nero, crea un ambiente aperto e privo di divisioni gerarchiche, dove le opere si integrano con la struttura espositiva. L’esperienza è completata da una serie di fotografie e disegni che documentano l’evoluzione del progetto.

Un progetto che si estende nel tempo

La collaborazione tra Torino e Gwangju, avviata nel 2024 in occasione del 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Corea, si estende nel tempo. La mostra Adapted Sceneries è solo un capitolo di un progetto più ampio, che si concluderà nel 2027 con la mostra Bubble al MAO. Questa nuova installazione, co-progettata con Repower, sarà un luogo di riflessione e di pausa, in cui l’esperienza sensoriale e artistica si fonderà con l’architettura olivettiana.