Profanazione a Medjugorje: la Madonna è stata danneggiata, scritte blasfeme sulle statue
Profanazione a Medjugorje: la Madonna è stata danneggiata, scritte blasfeme sulle statue

Profanazione a Medjugorje: la Madonna è stata danneggiata
Le statue della Madonna, simbolo di devozione e spiritualità per migliaia di fedeli, sono state profanate in un gesto violento e blasfemo a Medjugorje, in Bosnia Erzegovina. I danni sono stati scoperti intorno alle sei del mattino, mentre i pellegrini si dirigevano al Podbrdo per la prima apparizione della veggente. Le scritte oltraggiose, disegnate con vernice nera, insultano la sacralità del luogo, con frasi come “Diavolo in gonnella” e “Malvagia”. I volti delle statue sono stati deturpati, un atto che ha suscitato sgomento e preoccupazione in una comunità che vede nel santuario un punto di riferimento spirituale.
La profanazione ha colpito luoghi iconici del santuario, tra cui il retro della chiesa, la Collina delle Apparizioni (il Podbrdo) e la Croce Blu. La statua del Podbrdo, in marmo di Carrara donata da un coreano che si è convertito grazie a una guarigione, è tra quelle più sacre per i fedeli. L’episodio ha scosso non solo i pellegrini, ma anche le autorità ecclesiastiche, che hanno espresso condanna e preoccupazione per l’impatto sulla fede popolare.
Un gesto che ha scosso la comunità e le istituzioni
Le indagini sono in corso per individuare il movente del gesto, che potrebbe essere legato a motivi satanici, folli o eversivi. La polizia locale ha già identificato un polacco di 31 anni, fermato a quindici chilometri dal santuario, con un passato di tossicodipendenza e separato. Probabile la presenza di complici, ma le motivazioni restano inesplorate. Sui muri sono apparse frasi come “I veggenti sono impostori”, e in un striscione lasciato sulla recinzione, il piromane afferma di averne le prove. La comunità ecclesiale ha espresso solidarietà e determinazione. I Padri Francescani che gestiscono la parrocchia hanno confermato l’organizzazione di tutti gli appuntamenti in programma, religiosi e sociali, e hanno sottolineato l’importanza del santuario come luogo di spiritualità. Il Visitatore Apostolico, monsignor Aldo Cavalli, ha dichiarato che nulla fermerà l’attività del santuario, nonostante l’episodio.
Un luogo di devozione e di tensioni
Medjugorje, meta di pellegrini da tutto il mondo, ha attraversato momenti tormentati nel corso degli anni. Commissioni della Santa Sede si sono succedute per giudicare gli eventi, con eminenti personalità della Chiesa che si sono schierate pro o contro la validità del luogo. Il cardinale Schoenborn ha sostenuto che “l’albero della fede dà buoni frutti”, mentre il cardinale Ruini ha espresso dubbi. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha condannato la profanazione, ma ha espresso anche preoccupazione per possibili “malattie mentali” come motivazione del gesto.
La comunità dei pellegrini è rimasta ferita. Paolo Brosio, che ha svolto un’intensa attività di pellegrinaggio a Medjugorje, ha espresso dolore personale e dolore collettivo. “Un vero gesto criminale” ha detto, ricordando che il santuario è un luogo che ha ridato la vita a tanti fedeli. L’episodio ha messo in luce la fragilità di un luogo che, nonostante le tensioni, rimane un punto di riferimento per milioni di credenti.
Un evento che non fermerà la spiritualità del santuario
Nonostante la profanazione, il santuario continuerà a svolgere la sua attività, come confermato dai Padri Francescani. Il “Madlifest”, il Festival Internazionale della Gioventù, è atteso per il primo agosto con 110mila fedeli. La comunità ecclesiale e laici si sono mostrati determinati a non permettere che un episodio isolato possa danneggiare la spiritualità e la devozione che circonda Medjugorje. La fede, come ha sottolineato Brosio, rimane forte e non si spegne di fronte alle prove.
